Negli ultimi giorni il Paese kenyano è stato sotto i riflettori dei media a causa di stragi religiose. Proprio il 22 novembre scorso furono uccisi 28 civili, diretti a Nairobi, perché ''non musulmani''. Delle fonti locali riportarono che le milizie del gruppo di al-Shabaab fermarono un autobus con a bordo 60 persone, obbligandole a scendere e leggere alcuni passi del Corano. Chi non eseguì tale ordine venne ucciso.

I giornali odierni riportano che un'ennesima strage in Kenya ha colpito 36 persone perché ''non musulmane''. Degli uomini armati trucidarono e decapitarono dei lavoratori mentre dormivano in una cava al confine con la Somalia.

Secondo la stampa locale, a commettere tale attacco sarebbero state le milizie somale di al-Shabaab. Spesso è capitato di sentir dire, ''la Storia ci insegna a non commettere gli stessi errori''. È una frase che fa molto pensare. L'uomo, sin dalle sue origini, ha sempre fatto errori e mai ha imparato da essi. Dal primo istante in cui si è reso conto che con le proprie mani è capace di creare e allo stesso tempo di distruggere, il mondo ha vissuto infiniti cambiamenti. Sono cambiate le mode, gli usi, i costumi e le città. Solo una cosa è rimasta la stessa: la guerra. Forse anche la guerra ha avuto dei cambiamenti, dalle prime armi fatte di pietra alle moderne bombe, ma il suo significato resta lo stesso.

Si pensava che la globalizzazione avrebbe eliminato quei confini creati da noi, e invece tutto resta uguale come un tempo: si combatte per la conquista di un pezzo di terra.

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Un tempo si combatteva perché ''Dio'' lo voleva, esempio le Crociate, fatte per diffondere la fede cristiana distruggendo popoli solo perché diversi dall'essere cristiano. Oggi i kamikaze si fanno saltare in aria in nome di Allah, e sono tante le volte in cui abbiamo sentito notizie di attacchi a chiese cristiane e moschee. Su questo c'è solo una domanda: quale Dio desidera la guerra per distruggere ciò che Lui stesso ha creato e quale Dio desidera la morte di innocenti solo perché diversi da altri?