La redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo è stata attaccata nelle scorse ore da due uomini incappucciati che hanno fatto irruzione nel palazzo in boulevard Richard-Lenoir, sede della testata. Identificati come sostenitori dell'Isis, i due terroristi hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov uccidendo 10 giornalisti e 2 poliziotti; il bilancio attuale conferma almeno altri cinque feriti gravi.

Irruzione nella sede del giornale parigino "Charlie Hebdo": la strage e le indiscrezioni delle ultime ore

Con la foga di notizie provenienti da una tragedia forse fin troppo recente per trarre bilanci e numeri certi, fonti più o meno attendibili comunicano dati contrastanti: il bilancio più accreditato è quello che vede 12 morti tra giornalisti e poliziotti ed ulteriori cinque feriti forse destinati a diventare dieci [VIDEO] secondo ulteriori indiscrezioni non confermate.

Le modalità d'attacco dei terroristi rimangono però un argomento su cui testimoni e polizia sembrano concordare: entrati nel palazzo, gli attentatori hanno aperto fuoco senza sosta gridando a squarciagola "Allah u Akbar", decisi a vendicare il profeta oggetto di quella spinta ironia della satira di Charlie Hebdo. Alcuni dipendenti sono riusciti a fuggire raggiungendo i tetti e riprendendo tutto l'evento con le videocamere dei propri cellulari: la rete è già piena di immagini e video che rappresentano e traspirano quei tragici momenti. Il giornale 20Minutes ha contattato uno dei dipendenti del giornale proprio durante la sparatoria. Le conversazione è durata pochi secondi, poi è caduta la linea: "è un vero massacro, ci sono dei morti!". Un testimone ha dichiarato alla TV iTele di aver assistito all'evento da un edificio adiacente, parlando di aver visto due uomini entrare nell'edificio: "Pochi minuti dopo abbiamo sentito molto spari", ha concluso.

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Altre fonti confermano la fuga degli attentatori a bordo di un'automobile a seguito di una sparatoria verificatasi con la polizia.

Satira fatale: per Charlie Hebdo non è la prima volta

Quello che è accaduto solo qualche ora fa è stato un attacco a scopo intimidatorio nei confronti della famosa testata satirica Charlie Hebdo, nota per la sua ironia ed il suo stile provocatorio. Già nel 2011 il giornale scatenò proteste e polemiche per aver pubblicato tutta una serie di vignette che schernivano la figura del Profeta Maometto. La risposta degli estremisti arabi fu un ordigno esplosivo piazzato proprio nella redazione del giornale ma l'esito portò solo ad ingenti danni a livello materiale, senza vittime. Allo stesso modo, stamane, pochissimi minuti prima dell'attacco che in poche ore ha scosso la Francia e l'Europa intera, Charlie Hebdo ha postato su Twitter un altro tweet sarcastico contro il leader dello stato islamico al-Baghdadi, scatenando uno scossone mediatico che questa volta, a differenza del passato, è costato vite umane.

La città di Parigi ha dichiarato la massima allerta di terrorismo schierando soldati dell'esercito e delle forze dell'ordine davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni giornalistiche.