Vanessa Marzullo e Greta Ramelli le due volontarie italiane in Siria, sono state liberate ieri pomeriggio, dopo presunte trattative tra lo Stato italiano ed il Fronte Islamico, che fa capo all'Isis. Erano state sequestrate in Siria il 31 luglio del 2014. L'ombra del riscatto pagato ai terroristi offusca alquanto questa vicenda e in Italia infuriano le polemiche. A memoria, visto che siamo oramai già nel 2015, possono tornarci alla mente, chi più chi meno, tutti gli altri ostaggi italiani, che a partire dalla storia recente, hanno avuto la stessa sorte o una sorte peggiore rispetto a Vanessa e Greta. Andiamo a vedere chi sono e che fine hanno fatto.

A partire dal 2004 in Iraq vengono sequestrati Enzo Baldoni, giornalista freelance che venne ucciso, così come Fabrizio Quattrocchi sempre nello stesso anno. Difficile dimenticare l'uccisione dell'italiano che mentre stava per essere giustiziato disse, rivolto ai boia e al mondo: "vi faccio vedere come muore un italiano". Nel 2004 sempre vengono rapite e liberate dopo soli 19 giorni le due cooperanti Simona Torretta e Simona Pari.

Nel 2005 ad essere rapita è la giornalista de Il Manifesto, Giuliana Sgrena. Anch'essa liberata e sempre con il sospetto del pagamento di un riscatto ai terroristi. Nelle trattative viene ucciso da un americano, anche un nostro agente dell'Intelligence, Nicola Callipari. Altra storia controversa insomma. Nel 2007 tocca ad un giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo.

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Rapito in Afghanistan, viene poi liberato.

Nel 2009 tocca a due coniugi italiani in Mali, Sergio Cicala e Philomène Kabourè, anch'essi poi liberati. Dal 2011 ad oggi vi sono stati rapimenti da parte di gruppi militarizzati che si rifanno ad una visione della religione islamica deformata e piena di concetti che con la religione e Dio hanno ben poco a che vedere.

Caso singolare quello del giornalista de La Stampa, Domenico Quirico, che viene catturato prima in Libia nel 2011 e poi in Siria nel 2013. Anche lui liberato. Vari attacchi a volontari, o semplici cittadini italiani avvengono in Sudan, in Algeria ed in mare da parte dei pirati somali. Tutti sequestri andati poi a buon fine con la liberazione degli ostaggi. Nel 2012 l'uccisione da parte delle forze speciali inglesi dell'ingegner Franco Molinara, in Nigeria. Tragico errore nel tentativo di liberare l'altro ostaggio di nazionalità inglese.

Sono ancora due gli italiani nelle mani di gruppi armati legati in qualche modo all'Isis. È del 2012 il sequestro in Pakistan di un cooperante, Giovanni LoPorto e non si hanno ancora sue notizie. Del 2013 il sequestro in Siria di padre Paolo Dall'Oglio, altro volontario di cui non si hanno notizie.