Il blogger saudita Raif Badawi deve affrontare una punizione di 1000 frustate e 10 anni di carcere perché ha criticato potenti personaggi islamici su di un blog. Oggi riceve la seconda dose di 50 frustate settimanali, secondo la condanna dello scorso maggio. Venerdì scorso è stato portato in una piazza pubblica a Jeddah per la prima parte della punizione pubblica. Per 20 settimane dovrà subire la barbara condanna, ma Amnesty International insorge contro il governo saudita. Il vide direttore del Programma per il Medio Oriente ed Africa del Nord dell'organizzazione, Said Boumedouha, dice: "I riflettori del mondo stanno puntando sull'Arabia Saudita.

Se le autorità continueranno ad ignorare la critica fustigando Raif Badawi, dimostreranno disprezzo per il diritto internazionale e per l'opinione pubblica mondiale". E aggiunge: "Questo tipo di punizione viola il divieto di tortura. Continuando ad infliggere punizioni inumane le autorità saudite stanno palesemente violando i principi fondamentali dei diritti umani."

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Raad al-Hussein giovedì ha detto in una dichiarazione che la fustigazione è "Una forma di punizione crudele e disumana" proibita dal diritto internazionale dei diritti umani.

Ha quindi fatto appello al re arabo per fermare la fustigazione pubblica perdonando Badawi "E rivedere urgentemente questa straordinariamente dura sanzione." La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno preso la decisione di richiamare pubblicamente l'Arabia Saudita, importante alleato degli Usa, affinché rescindano la condanna, esortando le autorità saudite, tramite il portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki, a "cancellare questa brutale punizione."

Badawi è stato arrestato nel 2012, dopo aver criticato potenti chierici islamici.

Per fortuna nel 2013 gli è stata condonata l'accusa di apostasia, di cui era stato inizialmente condannato, e che lo avrebbe fatto condannare a morte. Nonostante quel che si pensa dell'Arabia Saudita, questa applica una versione molto rigida della legge islamica e non tollera il dissenso politico, ed ha usato la mano pesante contro la critica che viene diffusa online nei social media, imponendo dure punizioni.

Oltre alla punizione corporale e la detenzione, Badawi è stato condannato a pagare una multa di un milione di riyal, circa 250mila euro, e dopo il suo arresto la moglie ed i figli hanno lasciato il regno per trasferirsi in Canada.

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