Mentre in Italia impazza il dibattito politico sulla riforma pensioni in vista della decisione della Consulta sul referendum per l'abolizione della legge Fornero che ha creato una miriade di problemi a milioni di lavoratori e pensionati, fa notizia la "pensione minima" della straordinaria attrice svedese naturalizzata italiana Anita Ekberg, morta nei giorni scorsi, sola e povera, dopo vita di celebrità soprattutto per la sua interpretazione nel film "La dolce vita" (1960) di Federico Fellini dove compare nella leggendaria scena in cui fa il bagno nella Fontana di Trevi.

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Anita Ekberg, la diva morta povera con una pensione da 700 euro al mese

"La signora Anita Ekberg percepiva due pensioni dalla Svezia che ammontavano in tutto a 700 euro al mese".

A raccontarlo al settimanale Gente in edicola è stato Massimo Morais, l`amministratore di sostegno dell'attrice che ha ricordato la situazione di povertà in cui versava la Ekberg morta l`11 gennaio scorso a 83 anni. "Da quando nel 2011 la sua villa di Genzano era stata depredata e data alle fiamme - ha raccontato a Gente il suo amministratore - la signora Ekberg ha vissuto presso case di accoglienza. Per un periodo - ha spiegato Massimo Morais - in un istituto religioso di Roma. Era ricoverata nella clinica di Rocca di Papa, vicino Roma, dall`inizio dell`anno. Prendeva due pensioni complessive di 700 euro al mese".

I funerali di Anita Ekberg - con una cerimonia celebrata in inglese - si sono svolti il 14 gennaio scorso a Roma nella chiesa evangelica luterana di via Sicilia. Pochi intimi presenti in chiesa, sulla bara della diva un mazzo di gigli bianchi.

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"Mi hanno dimenticato, sono sola", aveva detto recentemente costretta alla povertà da una pensione di quasi 700 euro al mese dopo una vita di successo e popolarità. Nonostante due matrimoni alle spalle, Anita Ekberg non ebbe mai figli. L'attrice non aveva più parenti in vita, per questo era seguita da un tutore legale. Anita Ekberg sarà cremata e le sue ceneri portate al cimitero della sua città natale a Malmo, in Svezia.

La carriera di Anita Ekberg comincia con lo scettro di Miss Svezia

L'immagine del bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi nel film "La dolce vita" di Fellini è diventata celebre in tutto il mondo, lanciandola ufficialmente come icona e sexy simbol del Cinema internazionale. Nel 1962 Fellini la scelse ancora per "Le tentazioni del dottor Antonio" e poi in "Boccaccio '70". Ma i primi lavori davanti alla telecamera risalgono agli anni '50 quando Ekberg vinse il titolo di Miss Svezia e si trasferì negli Stati Uniti. Vinse un Golden Globe come miglior attrice emergente per "Hollywood o morte!" di Frank Tashlin. A metà degli anni '60 tornò in Italia e lavorò a diversi film europei, tra i quali "Sette volte donna" di Vittorio de Sica. Negli anni '70 si ricorda il film "Casa d'appuntamento" con Barbara Bouchet". Passata dai ruoli di sex symbol a quelli di caratterista, tornerà sul set per "Cicciabomba" nel 1982 e reciterà fino al 2002.