Pompei non è stata l'unica città distrutta dal Vesuvio dopo l'eruzione del 79 d.C. Anche la vicina Ercolano venne distrutta dai prodotti dell'attività eruttiva del vulcano. Tra le molte cose di Ercolano seppellite da ceneri vulcaniche, rocce, polveri e detriti vi fu anche una biblioteca contenente rotoli di papiro, che divennero blocchi di carbone annerito. Dopo la scoperta della biblioteca nel 1750 gli archeologi hanno tentato varie tecniche per srotolarli, ma incombevano sempre nel rischio di distruggerli durante il processo.

Tuttavia, oggi è stata sviluppata una tecnica non distruttiva per leggere questi rotoli utilizzando i raggi x. Inserendo una pergamena arrotolata nel percorso di un fascio di raggi x prodotti da un acceleratore di particelle, è possibile osservare una differenza importante che distingue il papiro bruciato dall'inchiostro sulla sua superficie: la differenza di velocità con cui i raggi x si muovono attraverso ogni sostanza; è risaputo infatti che i raggi x attraversano alcune sostanze (nel corpo umano attraversano le parti molli del corpo, ma non le parti dure come le ossa), e variano la propria velocità in base al tipo di sostanza.

Questo permette il papiro dall'inchiostro, e quindi, di ricostruire il testo con precisione, seppur lentamente. Con questa tecnica finora si è potuto leggere solo poche parole, ma è stato possibile ricostruire un alfabeto Greco quasi completo dalle lettere scritte su una pergamena ancora arrotolata (tale scoperta è stata diffusa su Nature Communications il 20 Gennaio 2015).

Lo stile di scrittura a mano riscontrato in alcune pergamene è risultato essere caratteristico di testi risalenti intorno alla metà del 1° secolo a.C.

"In effetti" ha affermato il team di ricercatori al lavoro su questa scoperta "sembra un po' come la scrittura a mano su una pergamena in precedenza srotolata attribuita al filosofo Filodemo (110 a.C.- 35 a.C.)". Saranno necessari ulteriori studi con raggi x ancora più potenti per ricostruire l'intero testo su questo e altri rotoli, ma grazie a questa tecnica è possibile leggere parole che non sono state lette per quasi 2000 anni.

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