Negli ultimi mesi sono stati molti i casi di donne, spesso coniugate, scomparse improvvisamente: molti di questi casi si sono risolti col ritrovamento del corpo delle donne, come avvenuto nei giorni scorsi per la 27enne Giuditta Perna di Avellino o alcuni mesi fa per Elena Ceste di Costigliole d'Asti e successivamente per la sorana Gilberta Palleschi. Queste tre persone sono state trovate morte.

Non sono invece state ritrovate, al 31 gennaio 2015, Guerrina Piscaglia e Roberta Ragusa. Ques'ultimo caso sembrava potersi risolvere in breve tempo, ma invece non è stato così e si è cominciato a parlare del cosiddetto "Giallo di Gello" (Pisa).

La Ragusa, bella donna con due figli, ben inserita in ambito lavorativo nell'Autoscuola di famiglia, una sera scopre (tardivamente) che suo marito, l'elettricista Antonio Logli, intrattiene a tempo una relazione d'amorosi sensi con la ex babysitter di famiglia, tale Sara Calzolaio, di 30 anni e quindi molto più giovane di lei. La liason amorosa dura da anni eppure la Ragusa non sospetta nulla. per lei è un trauma.

Per la Ragusa non è uno smacco a poco: ha un'alta considerazione di sé, frequenta palestre per tenersi in forma e mai penserebbe che suo marito, al quale ha dato due figli, possa avere un'altra donna. La Ragusa - questa la ricostruzione che offriamo, che resta da dimostrare - esce di casa in pigiama. E' furibonda. Si scontra duramente col marito, che secondo il testimone Loris Gozi, la obbliga con la forza ad entrare in macchina, forse facendole sbattere il capo contro uno spigolo della vettura, almeno a giudicare dal rumore che Gozi afferma di avere udito.

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Da quel momento (sono già trascorsi tre anni) della donna non c'è più traccia. Era il 14 gennaio 2012.



L’uomo è accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. E' stato rinviato a giudizio e il processo inizierà a marzo 2015, con alcuni parenti che si sono costituiti parte civile in quanto offese dal reato.



Per la Procura di Pisa Antonio Logli la notte del 14 gennaio 2012 costrinse "con violenza la moglie Roberta Ragusa a salire in auto" e poi la uccise volontariamente per poi sopprimerne il corpo "al fine di assicurarsi l’impunità" e impedire "in modo permanente il ritrovamento" del cadavere. Servono però le prove a sostegno di tale tesi, a cominciare al corpo della Ragusa. Logli ha a tempo scelto la strada di un ostinato silenzio: evidentemente parlerà a tempo debito per far valere le sue ragioni. In linea solo teorica la donna potrebbe essere ancora in vita, anche se molti pensano che sia stata uccisa.