Continuano le indagini sul delitto Loris Stival, sempre più ricco di elementi degni di un vero e proprio giallo. Sappiamo che Davide Stival, il 29enne autotrasportatore marito di Veronica Panarello, ha trovato delle particolari forbici da elettricista in cucina ed ha provveduto a consegnarle agli investigatori. Nella cameretta c'era invece la cintura per i pantaloni che abitualmente usava il piccolo. Sembra che qualcuno l'avesse sfilata, come anche gli slip, allo scopo di far pensare a un tentativo di violenza.

In effetti quando si sparse la voce che un bambino era scomparso subito si ipotizzò che fosse entrato in scena un pedofilo. Sono state le immagini riprese dalle quaranta telecamere che si trovano sul territorio ad aprire gli occhi agli investigatori che, esaminando gli spostamenti in auto della madre, hanno presto capito che Loris non era mai salito in macchina con lei ed il fratellino Diego di soli 4 anni.

Quale ruolo per la Lancia Delta?

Un aspetto delle indagini che gli inquirenti vogliono chiarire è il ruolo di una Lancia Delta nella fase dell'abbandono di Loris.

L'auto, di colore grigio, è stata notata da una persona che afferma di averla vista sfrecciare, il 29 novembre 2014, in zona mulino vecchio, dove è stato ritrovato (da un volontario) il corpicino ormai esanime del piccolo Loris Stival. Il testimone ricorda bene l'auto, perché fece una manovra particolare: dopo una prima sbandata cambiò direzione, come se il guidatore avesse improvvisamente scelto una strada in luogo di un'altra precedentemente scelta.

La scelta definitiva (quella di svoltare a destra) è compatibile con il posto dove è stato poi rinvenuto il cadavere.

Le modalità e soprattutto la tempistica dell'individuazione repentina del cadavere da parte di un pensionato con la passione della caccia hanno dato molto da pensare e infatti l'auto dell'uomo fu subito posta sotto sequestro, ma gli inquirenti non hanno trovato nulla che possa far pensare a un coinvolgimento anche indiretto della persona nella triste vicenda che ha ferito un'intera comunità, che ora chiede non solo giustizia ma anche iniziative per ricordare la figura di questo sfortunato bambino che aveva tutta la vita davanti.

Veronica Panarello intanto resta in carcere, dove, secondo quanto asserisce il suo legale, sta perdendo peso in modo molto vistoso e preoccupante, a dimostrazione di una notevole fragilità complessiva del soggetto, che resta ancora tutto da capire. Le indagini continuano nelle prossime settimane.

Segui la nostra pagina Facebook!