Proseguono le indagini per cercare di scoprire la verità sul caso di Yara Gambirasio, la ginnasta di Brembate morta cinque anni fa. La vicenda è diventata ormai un giallo che sembra irrisolvibile; l'unico accusato per la morte della tredicenne è il muratore di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti, che si trova rinchiuso nel carcere di Bergamo dal 16 giugno scorso. Gli inquirenti non riescono a risolvere l'enigma del Dna che è stato ritrovato sui leggings della picco Yara; infatti, se non ci sono dubbi sul Dna nucleare, che appartiene sicuramente a Massimo Bossetti, è emerso che il Dna mitocondriale non è del carpentiere accusato di avere ucciso la Gambirasio.

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Si tratta di una sorta di vicolo cieco.

Ultime news Yara Gambirasio, nella lettera Massimo Bossetti si scaglia contro la Televisione 

Intanto, il muratore di Mapello ha scritto una lettera al suo avvocato Claudio Salvagni, per dimostrare la sua innocenza.

La missiva è stata letta da Barbara D'Urso durante la diretta di "Pomeriggio 5". Nella missiva, Massimo Bossetti si è sfogato ampiamente, scagliandosi contro la televisione che lo accusa e indirizzandola alla redazione di Mediaset, alla quale ha "urlato" di essere innocente. Massimo Bossetti descrive la televisione come una "macchina infernale", simbolo della falsità: "Io dal carcere vi vedo in televisione, ma non posso dire e fare nulla. Non posso difendermi facendo arrivare a voi la mia voce". Poi, un pensiero va alla sua famiglia, che è stata privata della sua presenza di marito e padre. E' stata Barbara D'Urso a dare voce al muratore di Mapello, che ha voluto ribadire la sua innocenza. Intanto, l'avvocato di Massimo Giuseppe Bossetti, Claudio Salvagni, ha affermato che presenterà una nuova istanza per chiedere la scarcerazione del suo assistito.

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In ogni caso, rimangono ancora troppi dubbi per quanto riguarda il Dna ritrovato sul corpo di Yara Gambirasio. Per sapere se l'enigma verrà risolto occorrerà attendere l'esito delle prossime indagini sul triste caso di Brembate.