Un omicidio - suicidio in molti definiscono quanto accaduto ieri nella provincia di Perugia a Città di Castello. Secondo le prime ricostruzioni Yuri Nardi avrebbe prima ucciso la moglie Laura Arcaleni per poi togliersi la vita. Sposati dal 2006, i coniugi erano conosciuti come una coppia tranquilla e felice, anche se qualcuno parla di una relazione in crisi, giunta al termine. I due non avevano figli. Tutta la città è sconvolta da questo drammatico gesto, come testimonia anche il Sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta che conosceva entrambe le vittime.

Le vittime erano conosciute e apprezzate da tutta la comunità

Yuri Nardi, 41 anni, era un poliziotto modello della sua città, conosciuto e apprezzato da tutti per la sua attenzione sul lavoro. Laura Arcaleni, 40 anni, era invece conosciuta per le molteplici attività sociali che organizzava in città. Era stata una crocerossina ed attualmente era titolare di una comunità di recupero per tossicodipendenti, insieme ad un altro socio. L'uomo, sostengono i colleghi, aveva finito il turno la mattina, ma non aveva dato alcun segno del possibile gesto che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe compiuto. Si dice che Yuri abbia atteso la moglie nella sua villetta isolata alla periferia di Città di Castello, per poi sparagli alla testa una volta entrata. Poco distante dal corpo della donna si sarebbe poi puntato l'arma alla testa suicidandosi. Il tutto si sarebbe consumato nel giro di pochi minuti.

A trovare i corpi il socio della donna, secondo le prime ricostruzioni si tratta di un omicio - suicidio per gelosia 

La tragedia sarebbe avvenuta intorno alle ore 20 di ieri, a dare l'allarme proprio il socio della donna che passando davanti all'abitazione, aveva notato le luci nel garage. Credendo di trovarsi davanti un furto ha quindi saltato la recinzione per verificare, ma una volta entrato si è trovato davanti ai due cadaveri. Sulla scena sono subito arrivati Polizia e Questura con il magistrato Manuela Comodi. Nessuno ha ancora confermato la dinamica, ma si ipotizza che l'uomo, armato di un fucile a pompa abbia prima sparato alla moglie e poi con la stessa arma si sarebbe tolto la vita. L'arma del delitto era regolarmente registrata. Alcune indiscrezioni parlano di un biglietto che spiega il motivo, ma non è stato confermato dagli investigatori.


Tutta la città resta quindi in attesa di conferme. Il Sindaco ricorda la gentilezza e la disponibilità della donna che stava realizzando il progetto della comunità a Uppiano, a pochi chilometri da Città di Castello. Era figlia del presidente della Banda Musicale e si dedicava spesso alla comunità.
Anche il questore Carmelo Gugliotta si dice rattristato per il triste evento e assicura la massima collaborazione per far chiarezza.