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Un anno difficile per la libertà di pensiero e di stampa. Un anno di profonda riflessione al limite tra il rispetto e il diritto di opinione ed espressione. Tutto è cominciato il 7 gennaio quando due uomini armati sono entrati nella redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo e hanno ucciso 12 persone. Era la punizione inflitta per avere raffigurato e offeso la figura del profeta Maometto.

Il primo a pubblicare vignette su Maometto è stato però il quotidiano danese Jyllands-Posten, nel 2005. Maometto era ritratto con una bomba al posto del turbante. Non sono mancate le minacce contro la pubblicazione e le proteste.

Dopo la strage di Parigi, l'organizzazione American Freedom Defense Initiative non ha voluto restare in silenzio e ha subito promosso il concorso "Dipinge il profeta" con un premio di 10mila dollari per il vincitore.

La pubblicazione dell'immagine di Maometto è vietata in India e nei Paesi musulmani ed è considerata una provocazione da gruppi islamisti, radicali e non solo.