E' appena arrivata la notizia del ritrovamento del barcone affondato lo scorso 18 aprile al largo delle coste siciliane. 800 le vittime del naufragio di cui solo 24 quelle recuperate immediatamente. La dichiarazione di Renzi è stata: "Faremo di tutto per recuperare le salme di quei morti per la libertà". Questa è la dichiarazione che stona con il traffico immondo che ruota attorno al business dei migranti. Ci si chiede infatti quale libertà aspetti i migranti e cosa soprattutto credono di trovare oramai in Italia.

Il business dei viaggi della morte denunciato da Fabrizio Gatti

La libertà di cui parla il governo non può essere quella che riguarda i cosiddetti "viaggi della morte".

Il giornalista dell'Espresso Fabrizio Gatti si è finto migrante ed ha documentato uno di quei viaggi allucinanti dalla Libia all'Italia. "Mi sono reso conto di quanto la nostra vita e la nostra morte dipenda da due cartoncini con 32 pagine in mezzo, che è la dimensione media di un passaporto. Abbiamo ridotto l'umanità a un pezzo di carta", ha dichiarato Gatti. Si, perchè essere europeo ha un vantaggio, essere migrante un prezzo, quello intascato illegalmente dagli scafisti che, oramai sempre più inchieste lo rivelano, intrecciano i loro traffici sporchi di sangue con la connivenza di italiani corrotti e senza scrupoli.

Centri per immigrati, il nuovo business, dopo il viaggio il sovraffollamento

Per quei fortunati migranti che riescono a sopravvivere al viaggio della "speranza" in cerca della libertà di cui parla il nostro governo, continua la vergogna dei centri di accoglienza.

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Sovraffollamento, malattie, sporcizia. Ecco il secondo step del grande business che ruota intorno alle speranze di chi cerca una vita dignitosa. Un'inchiesta de La Repubblica svela come dietro i centri di accoglienza vi siano cooperative spesso fondate ad hoc e multinazionali. Così il Cara, Centro d'accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, in Sicilia, è finito sotto inchiesta. Centinaia di milioni di euro di soldi pubblici. Il consulente della gara di appalto Luca Odevaine, rivela Panorama, è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta "mafia capitale".

Centri di accoglienza con i terreni espropriati agli agricoltori siciliani, questa non è integrazione

L'ultima grande beffa in questa fantomatica ricerca di libertà l'hanno subita gli agricoltori di Lampedusa, che si sono visti espropriati senza possibilità di opporsi dei loro terreni, per i quali pagano tasse e dai quali ricavano i propri guadagni. Il tutto senza ricevere nemmeno un indennizzo. Con quei terreni si amplieranno i centri presenti sull'isola.

Lampedusa ha ricevuto nel 2014 per la gestione di questi centri, 20 milioni di euro di soldi pubblici, mentre altri comuni stanno morendo a causa della perdita di turismo. Lo denuncia il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna: "Non abbiamo tempo di tirare il fiato che subito arriva un'altra nave. La città paga cara l'accoglienza, siamo un centro turistico e registriamo un calo di presenze non indifferente: la gente pensa che ci sono i migranti che girano per le strade e che davanti alle nostre spiagge galleggiano i morti. Ho chiesto al ministro Alfano una compensazione per rilanciare la città ma sono passati due anni e non ho ricevuto un euro". Questa non è accoglienza, questa non è integrazione. Di sicuro, questa non è libertà.