La notizia è stata diffusa poche ore fa dal Daily Mail. Il "condannato a morte", che indossava la tristemente nota tenuta arancione, è stato identificato come Ziad Abdel'al Abu Tarek e avrebbe ucciso un jihadista. L'ostaggio, un giovane accusato di essere una "spia" siriana, ha detto in arabo davanti ad una telecamera di essere originario di Al-Qaryatayn, una città della Siria centrale. Ha descritto quello che sarebbe stato il suo compito di spia e alla fine ha "confessato": "Ho ucciso Abu Hassan e lo Stato Islamico mi ha catturato".

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Sul suo volto comparivano segni di tagli e lividi.

L'ennesimo video shock dell'Isis mostra la vittima a piedi nudi sul terreno, mentre scava la fossa in cui il suo corpo verrà abbandonato dopo la decapitazione.

Ancora una volta i terroristi islamici non si fanno scrupoli nemmeno ad uccidere musulmani.

Il video

Il filmato, ben realizzato e ricco di effetti speciali, mostra l'arrivo di terroristi su un pick-up che sventolano la famigerata bandiera nera. In sottofondo le note di un nasheed, un canto islamico. I membri del Califatto fanno inginocchiare l'uomo e uno gli taglia la testa. È solo l'ultimo degli agghiaccianti video a cui il gruppo ci ha "abituati". La settimana scorsa ne era circolato uno che mostrava numerosi corpi decapitati nella storica città di Palmira, dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità, vicino ad al Qaryatayn. È possibile vedere il macabro video su YouTube, ma ovviamente sconsigliamo alle persone particolarmente sensibili di vederlo.

Il precedente nazista

Leggendo questa vicenda verrà forse in mente quella storica di Salvo D'Acquisto, il giovane vice brigadiere dei carabinieri a Torrimpietra, a una trentina di chilometri da Roma, che il 23 settembre 1943 sacrificò la sua vita per salvare 22 civili rastrellati dai nazisti per rappresaglia dopo un presunto attentato alle SS in cui un soldato tedesco rimase ucciso e due feriti.

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Ebbene, anche in quel caso di condannati alla fucilazione presso la Torre di Palidoro furono costretti a scavarsi la fossa, con pale - come Ziad Abdel'al Abu Tarek da parte dell'Isis - o addirittura a mani nude.