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Una nuova scenografia compone il paesaggio di Palmira, stavolta sede di ben altre rovine. Fumo nero avvolge i camion che scavano il loro alveo nella terra desertica. La bandiera nera è fissata. Circolano aberranti immagini, fotomontaggi di bambini morti accanto alle rovine accompagnate da macabre didascalie: "Da 4 anni vi preoccupate delle pietre e non dei bambini morti". Le foto sono presto rimosse dai canali digitali. Gli uomini del califfo impegnati nelle esecuzioni hanno avuto poca attenzione per le carceri del regime di Assad dove il silenzio ha ingoiato le memorie di uomini che la gente non ricorda più. Ma molti desaparecidos sono stati liberati. Palmira è solo il centro emergente fra le direttrici molteplici in cui si è posizionato lo Stato Islamico.

Geografia del potere

Il villaggio di Al-Sawana e il posto difensivo di Al-Basiri nei sobborghi di Palmira vengono conquistati dall'Isis. Intanto la filiazione siriana di Al-Qaeda Al Nousra dopo un mese di assedio è riuscita a strappare il controllo dell'ospedale di Jisr al-Shugur nel nord del paese. I civili in massa si spostano verso le ultime roccaforti filogovernative. La notte scorsa il regime di Assad ha perso Al-Tanf, altro valico di confine tra Siria e Iraq così i miliziani dell'Isis si sono aperti un comodo corridoio tra uno stato e l'altro. La maggior parte delle frontiere è stata inclusa nei confini dello Stato Islamico che controlla così un territorio ricco di giacimenti di petrolio e di gas. Bashar Assad non ha più il controllo di metà del Paese. I jihadisti sembrano puntare sulle capitali e Damasco è sempre più vicina: 200 km da Palmira. Manovrano a distanza i nuclei affiliati e così trasportano la guerra oltre i confini. Nel venerdì di preghiera un attacco kamikaze ha fatto saltare una moschea in Arabia Saudita, riaggregando allo scacchiere bellico questa regione in questi giorni messa un po´ da parte dai principali protagonisti Iraq e Siria. Si replica in Yemen a Sanaa, di nuovo le vittime erano raccolte nella moschea per la preghiera. Al Pentagono ormai è chiaro che la strategia di contenimento non basta più. Si sono intensificati i raid aerei e gli Usa alla luce degli ultimi eventi hanno promesso al primo ministro iraqeno Al-Abadi non più mille ma 2 mila razzi anticarro At4, mentre lo stesso premier si è rivolto anche a Putin per guadagnarsi un altro alleato e comprare armi. Ad aggravare la nevrosi i moniti di Jhon Cantlie , l'ostaggio inglese che annuncia la preparazione di un attentato negli Stati Uniti.