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E' stato ucciso intorno alle 17.30 di oggi pomeriggio 29 maggio Mario Piccolino, classe 1944, 71 anni compiuti da pochi giorni, avvocato penalista e blogger della città di Formia, a sud del Lazio sul confine con la Campania. L'avvocato Piccolino gestiva un blog, 'freevillage.it', in cui denunciava quelli che a suo dire erano soprusi e illegalità della sua zona. Da tempo minacciato dalla camorra, nel 2009 era stato malmenato nel suo studio e nel 2012 erano state scaricate a scopo di intimidazione, teste di pesce davanti alla sua abitazione.

Da quanto si apprende l'avvocato era molto conosciuto nella sua città, soprattutto per via delle sue battaglie, dove era punto di riferimento per l'amministrazione comunale, e al sindaco Sandro Bartolomeo. Più volte aveva anche protestato con lo sciopero della fame contro le illegalità commesse dai gruppi malavitosi della sua zona. 

L'omicidio 

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, un giovane sarebbe giunto nell'ufficio di Piccolino, che corrispondeva anche all'indirizzo della sua abitazione, e si sarebbe presentato come 'un cliente dell'avvocato', secondo quanto ha riferito un testimone, un giovane che lavora in uno studio di ingegneria poco distante.
Da quanto trapela, non risultano segni di effrazione sulla porta dell'avvocato-blogger, e questo coincide con la versione del giovane testimone, secondo cui la breve discussione tra la vittima e l'omicida sarebbe degenerata subito dopo, quando la vittima avrebbe detto all'aggressore 'non ti conosco' e subito dopo si è sentito lo sparo.

Piccolino è stato raggiunto da un colpo alla testa, che lo ha freddato. Secondo i primi dati e alcune testimonianze, il killer, basso di statura e di mezza età, aveva indosso un paio di bermuda di tipo militare e subito dopo l'omicidio è scappato a piedi repentinamente.

Con l'omicidio Piccolino, non si può non fare riferimento, per la somiglianza della figura e del fervido ottimismo, con l'imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia siciliana nell'agosto del 1991, per essersi rifiutato pubblicamente di pagare il pizzo.