La scena è sempre la stessa: il boia dell'Isis accanto al condannato a morte nella solita ed inquietante veste arancione, inginocchiato accanto al suo esecutore. Purtroppo, abbiamo avuto modo di vedere diverse volte questo rituale così impressionante, nonostante le immagini più crude, quelle relative all''esecuzione' vera e propria, ci vengano almeno risparmiate. Uno degli interrogativi che, probabilmente ci siamo posti anche noi, riguarda il fatto che le vittime siano 'insolitamente tranquille', nonostante si tratti dei loro ultimi istanti di vita. Dunque, come mai gli ostaggi dell'Isis, in quei video, appaiono così 'tranquilli'?

Isis, le esecuzioni degli ostaggi sono frutto di un abile inganno psicologico

La risposta a questa domanda è stata fornita da un jihadista dell'Isis che, attraverso un video pubblicato su Youtube, ha spiegato che, in realtà, gli ostaggi sono ignari della loro vergognosa e cruenta sorte. Il pentito della Jihad ha raccontato all'emittente televisiva SkyNews le 'tecniche' che vengono usate dall'Isis per evitare che i condannati a morte appaiano comprensibilmente agitati: all'ostaggio viene detto che non ci sono problemi, che si tratta solo di un video e che non verrà ucciso. Nel video verrà solo fatto un appello al governo affinchè la Siria non venga attaccata. L'Isis, inoltre, ha l'abitudine di dare un nome arabo ai prigionieri con l'abile intento di convincerli che non sarà fatto loro del male. 

Poi, quando gli ostaggi sono convinti che a loro non accadrà nulla, arriva la tremenda ed improvvisa esecuzione a sangue freddo: ecco perchè nei video, abilmente montati dai terroristi, si avverte una strana ed insolita tranquillità d'animo nell'ostaggio. L'Isis, inoltre, vuol far credere alla civiltà occidentale che i loro ostaggi siano completamente sottomessi a loro, così come i loro rispettivi governi.  Abbiamo imparato, purtroppo, a conoscere la sottile arma del terrore psicologico usata dall'Isis, un'arma che non esita ad impiegare neppure quando si tratta di ingannare i suoi ostaggi, fino alla fine, fino all'ultimo istante della loro esistenza.