A proposito di Turandot alla Scala, insieme all'inaspettato remix dell'Inno Nazionale "Siam pronti alla vita", molto interessante è stato anche il nessun muoia eseguito dalla prefettura. A conclusione della giornata di scontri del Primo maggio a Milano il prefetto ha comunicato che non ci sono stati feriti gravi tra i poliziotti e i manifestanti. All'inizio si è trattato di un corteo di studenti e lavoratori intenzionati a raggiungere l'Expo, al fine di liberare i propri simili dal giogo della Cocacola e del McDonald.





Il 30 aprile questa serpentina umana ha dato prova del suo carattere sano e virtuoso al punto che anche alcuni personaggi dello spettacolo hanno ritenuto opportuno manifestare la propria adesione a "NO EXPO". Il problema è andato maturando all'interno della pancia del corteo, nel momento in cui alcuni infiltrati hanno preso a vestirsi di nero. Questi ultimi lentamente sono venuti a compattarsi fino a staccarsi dalla coda del corteo. A questo punto i black bloc si sono impegnati affinchè coloro i quali avevano scritto su Twitter cose tipo "I black bloc (per ora) sono solo cappuccetti neri" potessero precisare subito il fatto che "la violenza ha rovinato la protesta".

I black bloc, noti per la loro avversione verso banche e multinazionali, confermano la loro reale presenza e il loro effettivo potere riuscendo a introdursi e incendiare una sede BNL. Felici e soddisfatti, diversi di loro sono rimasti ad ammirare la banca in fiamme, con una serenità interiore pari solo a quella dei saggi d'avanti ai cantieri in costruzione.

Purtroppo, non sono stati bruciati solo i grandi simboli del potere, bensì anche qualche automobile (spesso come strategia di guerriglia, oppure perchè di lusso).

Anche in questo caso, lo sforzo dei manifestanti si è rivelato fondamentale ai fini del mantenimento - reale - dell'ordine e della vita. A tal proposito è emblematico il caso ripreso in alto a sinistra nell'immagine del presente articolo, momento in cui un ragazzo ha avuto il coraggio di aiutare un anziano in evidente stato confusionale, vicino due macchine in fiamme, a spostare l'auto.

Massima attenzione e partecipazione alle operazioni di sicurezza interna è venuta anche dagli altri manifestanti presenti che hanno avuto cura di dare immediatamente del coxxxone a chiunque venisse a sostare o avvicinarsi troppo ai veicoli in fiamme.

Quello di oggi è stato anche un importante evento di giornalismo d'assalto. Nei pressi del conflitto, insieme agli emergenti street journalist, erano presenti anche i reporter delle maggiori emittenti televisive. Alle 17:45 in strada c'era anche Paolo Poggio per Rai News alle prese con un fumogeno a suo dire di derivazione militare, o come recitava l'etichetta "artificio pirotecnico di libera vendita".



Tra i rifiuti della devastazione c'era anche un onesto cittadino che non riusciva più a vedere la chiesa a causa del fumo e che, sceso in strada, ha invitato il sindaco di Milano a partecipare alle pulizie.

Lui ha già iniziato.



Sicuramente di grande effetto su Rai News l'intervista al ragazzo della provincia di Milano che sinceramente non ha visto scontri perchè era proprio in mezzo al casino. La sua testimonianza, tra il malinconico e l'insoddisfatto, è quella di uno che si è trovato in una situazione esaltante ma che non aveva niente per le mani da spaccare altrimenti sicuramente avrebbe spaccato pure lui perchè, "cioè, ci sta".

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