Tra poco più di un mese inizierà il processo per l'omicidio di Yara Gambirasio che vedrà salire sul banco degli imputati, Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello su cui gravano pesanti indizi di colpevolezza. L'avvocato difensore, Claudio Salvagni, ha già cominciato a preparare la strategia che verrà adottata per confutare le accuse dei pm, ma non sarà facile dimostrare che l'uomo sia del tutto estraneo al delitto. Quando il 16 giugno scorso, noi tutti scoprimmo il volto di colui che venne arrestato perchè ritenuto l'assassino della povera Yara, una delle prime domande che ci siamo posti è: perchè quell'uomo avrebbe ucciso una ragazzina indifesa? Cerchiamo di comprendere meglio.

Lo strano comportamento di Yara

Quella tragica sera del 26 novembre, Yara si fermò in palestra un po' di più: per quale motivo? La giustificazione sarebbe stata quella di osservare le compagne più piccoli durante gli esercizi. C'è qualcosa che non torna, però. Di solito, a quell'età si osservano le compagne più grandi per cercare di imparare nuove cose, nuovi movimenti: strano, non è vero? Yara stava aspettando qualcuno?

Di certo la ragazzina era molto diffidente, quindi si deve escludere il rapimento. La ginnasta conosceva quello che sarebbe stato, purtroppo, il suo assassino: forse era quello stesso uomo di cui parlò il fratello agli inquirenti, un uomo che sembrava stesse 'seguendo' Yara.

Bossetti e il suo vizietto di dire bugie

Il muratore di Mapello è un uomo abituato a dire bugie: non dimentichiamoci quella del tumore al cervello per scansarsi un bel po' di lavoro, oppure quella raccontata agli investigatori in merito al fatto di non essere mai stato al centro di abbronzatura, guarda caso, adiacente al dentista dove Yara Gambirasio si recava anche da sola. I due potrebbero essersi incontrati proprio in quel luogo: Bossetti, tra l'altro, dimostra meno dei suoi anni e potrebbero avere persino detto una bugia in merito alla sua età. 

Movente violenza sessuale non regge, allora chi e perchè è stata uccisa Yara?

Il movente della violenza carnale, però, non regge perchè Yara non è stata violentata e non sembra nemmeno che l'assassino avesse intenzione di farlo: sul corpo della ragazzina (morta in seguito a ipotermia) c'erano solo delle ferite superficiali. Perchè poi recarsi fino a quel boschetto di Chignolo d'Isola? Se Bossetti avesse voluto provare ad usarle violenza, non l'avrebbe portata fin là, ma avrebbe cercato un posto più vicino alla palestra. Del resto, a quell'ora era buio e non sarebbe stato difficile trovare un luogo per consumare i suoi orribili piani. Dobbiamo concludere che, anche se le prove puntano il dito verso il muratore di Mapello, ci sono ancora dei tasselli mancanti nel mosaico e a cui si dovrà dare una spiegazione prima di pronunciare una sentenza.