Arrivano notizie clamorose relativamente al caso Gambirasio: la tredicenne Yara, di Brembate, sarebbe stata uccisa da un carpentiere di nazionalità polacca in condizioni psichiche alterate dall'alcool.



Non sarebbe quindi Bossetti, il muratore di Mapello attualmente detenuto, il responsabile del femminicidio. L'uomo si è sempre professato non colpevole, sostenuto dalla moglie Marita. E' quanto affermano due missive in forma anonima, piuttosto "sgrammaticate", che sono giunte alla redazione del settimanale "Oggi". Le indagini sulla morte di Yara Gambirasio fanno quindi registrare l'ennesimo colpo a sorpresa. Secondo questi messaggi tutti da valutare e in attesa di riscontri a uccidere la giovane sarebbe stata una persona diversa da Bossetti, che sarebbe un semplice testimone oculare dei fatti, obbligato al silenzio dopo che lo stesso muratore polacco è stato ucciso simulando un infortunio sul lavoro in cantiere. Proprio quando il caso appariva vicino a una soluzione ecco una nuova possibile verità che farà discutere a lungo e che apre nuovi interrogativi.



Secondo l'autopsia effettuata sul cadavere di Yara la giovanissima appassionata di ginnastica è deceduta per ipotermia e cioè a causa delle temperature molto rigide di quella notte, inibita nelle forze dalle ferite da arma da taglio che le erano state inferte. Si era ipotizzato che ad accanirsi su di lei era stato Massimo Giuseppe Bossetti, ma ora c'è una nuova possibilità e cioè che Yara Gambirasio sia stata vittima delle criminali attenzioni di più individui.



Per Bossetti i guai sembrano comunque non finire mai in quanto ci sarebbe una donna che circa un anno fa lo aveva accusato di averla molestata. Secondo le missive anonime il muratore polacco realmente responsabile della morte di Yara era ben noto per la sua tendenza a diventare violento quando beveva. L'uomo sarebbe stato fatto cadere da un ponteggio dai colleghi, forse perché diventato ingestibile dopo fatti così gravi. Le lettere sarebbero provenienti da Padova. Naturalmente potrebbe trattarsi di un mitomane ma è ancora presto per trarre conclusioni. Il 3 luglio 2015, intanto, comincia il processo a Bossetti, che è in carcere a Bergamo.