Omicidio colposo, questa l'ipotesi di reato per cui la Procura della Repubblica di Roma si sta muovendo nei confronti dei tre indagati, un dipendente dell'Atac (l'azienda che si occupa dei trasporti pubblici a Roma) e due vigilantes, in relazione alla morte del piccolo Marco di 4 anni, caduto nel vano ascensore della stazione Furio Camillo della Metropolitana di Roma. Anche l'Atac ha provveduto ad aprire un'inchiesta interna, mentre la magistratura ha disposto l'autopsia per risalire con certezza alle cause del decesso.

Indagini sulla morte del bimbo di 4 anni nella metro di Roma

Secondo le ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, il dipendente Atac avrebbe tentato, non riuscendoci, di effettuare una manovra di emergenza per liberare la madre e il piccolo, mentre per i due vigilantes l'ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo in quanto avrebbero assistito al tentativo di soccorso. Ovviamente i tre indagati si difendono sostenendo che volevano salvare le due persone, ma il precipitare in modo irreparabile della situazione è dovuto ad una tragica fatalità.

Le indagini inoltre dovranno stabilire il motivo per cui il dipendente dell'Atac abbia effettuato quel tipo di manovra, abbia deciso di intervenire dato che non era abilitato ad eseguirla, visto che una squadra di soccorritori era stata avvertita da un altro impiegato che era in contatto telefonico con la madre del bambino.

Sono attesi a breve oltre ai risultati della magistratura, anche quelli della commissione interna dell'Atac, mentre la Stazione Furio Camillo è stata riaperta al pubblico.

Dolore e sgomento inevitabili tra parenti e amici della famiglia distrutta dal dolore per la morte assurda di un bambino di appena 4 anni; nei pressi della fermata sono stati portati fiori, pupazzi e tanti messaggi di cittadini allibiti dall'accaduto. Sul posto a portare conforto e solidarietà alla famiglia, si è recato anche il sindaco di Roma Ignazio Marino, per altro oggetto di contestazione da parte di alcune persone, che ha annunciato il lutto cittadino nella Capitale nel giorno dei funerali.