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L'Isis ha attaccato una nave militare con un missile. E' successo questa mattina nelle acque egiziane tra il Sinai e la striscia di Gaza. Le foto della nave in fiamme, utilizzata per il trasporto di agenti di polizia e dell'esercito, sono state riportate anche dal Site e mostrano gli istanti dell'attacco: il missile diretto verso la nave, e in un successivo fotogramma la nave in fiamme.

I testimoni 

Un fotografo dell'Afp, che si trovava nella striscia di Gaza, ha raccontato che al momento dell'attacco l'imbarcazione si trovava a due miglia dalla costa. Un altro fotografo, Ahmed Sofal, ha aggiunto che di aver sentito l'esplosione mentre era seduto nella spiaggia.

Era in mare invece un pescatore, Abu Ibrahim Mohammed, che pur non essendo lontano dal perimetro dell'attacco racconta di non aver sentito l'esplosione, ma di aver visto però, due piccole imbarcazioni avvicinarsi e poi spegnere con un forte getto l'incendio. 

Secondo il portavoce dell'esercito egiziano Mohamed Samir non ci sono vittime né feriti. L'attacco, il primo con un missile terra-mare, mette in mostra i progressi militari del califfato, che nel Sinai è presente con la brigata "Wilayat" e che da sei mesi terrorizza la penisola.

Rivendicazione dell'Isis 

L'autenticità dell'attentato terroristico è stata messa in discussione dal Generale Samir, che subito dopo l'attentato aveva parlato di uno scontro a fuoco, escludendo legami con il terrorismo. Ma la rivendicazione via Twitter del califfato di Siria e Iraq, con tanto di fotografie, verificate anche dal "Site" hanno tolto ogni dubbio: si tratta del terzo attacco in meno di quindici giorni verso l'Egitto.

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Il secondo nel Sinai.

I precedenti attentati

Lo scorso primo luglio proprio nel Sinai, a Sheick Zuwaid, 17 soldati egiziani sono stati uccisi da un attacco a terra, guidato da un gruppo di miliziani armati. Nell'occasione sono stati feriti anche 30  soldati. Più recente l'attacco al consolato italiano al Cairo, quando un autobomba con 450 chili di esplosivo ha distrutto una facciata del consolato italiano, provocando due morti e nove feriti. Solo pochi giorni fa l'esercito egiziano ha evitato che un autobomba contenente 500 chili di esplosivo e lanciata contro un posto di blocco esplodesse.

I tentacoli dell'Isis verso le due democrazie più stabili 

Secondo un articolo apparso sulla Cnn a cura di Laura Smith Spark, l'Isis sta allungando i suoi tentacoli dallo Yemen e dalle penisola arabica verso Kwait e l'Africa del Nord. Si tratta di una strategia per espandere la propria egemonia nella regione: prima indebolendo i governi attuali, evidenziando i loro limiti nel difendere i propri territori e attaccando le proprie ricchezze (turismo).

Solo successivamente si arriverà ad uno scontro frontale. L'escalation degli attacchi verso la Tunisia e verso l'Egitto, che rappresentano anche i due maggiori interlocutori per l'Occidente nella lotta al califfato. Sono da leggere in questo senso tra gli altri gli attacchi al museo del Bardo e alla spiaggia del Sousse.