In un recente rapporto, le Nazioni Unite hanno riferito che Israele intende demolire fino a 17.000 strutture edilizie in Cisgiordania. La maggior parte delle costruzioni sono su terreni di proprietà privata palestinese,  e sempre secondo l'ONU, questa parte della Cisgiordania è occupata illegalmente dagli israeliani, che ne tengono il controllo usando la forza militare. Il rapporto delle Nazioni Unite è stato emesso dal coordinamento per gli affari umanitari (OCHA) in esso vi è scritto che tra il 1998 e il 2014, l'amministrazione civile di Israele ha dato mandato a 14.000 ordini di demolizioni più altri 3.000 ordini di demolizione emessi prima del 1998, ma ancora in sospeso, il totale quindi comporta la demolizione di 17.000 strutture tra cui case, capannoni e rifugi per animali posseduti dai palestinesi nell'Area C della Cisgiordania.

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Un territorio desiderato da Israele

Secondo l'OCHA 4.500 ordini di demolizione sono stati già eseguiti ai danni dei palestinesi, in quanto la zona è al centro dei piani israeliani per consentire loro l'insediamenti dei coloni ebraici in Cisgiordania, tutto ciò viola il diritto internazionale e relativi precedenti accordi di pace.

Conferme sulle intenzioni di Israele vengono anche dal gruppo di diritti umani israeliano B'Tselem, secondo il quale Israele mantiene il controllo militare dell'Area C perché ritiene il territorio perfetto per il futuro sviluppo edilizio del proprio popolo, nonostante faccia parte dello Stato della Palestina.

Accordi non rispettati

Dato che Israele nega l'accesso agli ispettori dell'ONU, l'OCHA ha preso le cifre del suo rapporto dall'ufficio centrale di statistica israeliano, da dove si evince che su 17.000 ordini di demolizione di strutture palestinesi solo 6.950 sono edifici non in regola con la concessione edilizia o sono abusivi, tra l'altro fra il 2010 ed il 2014 i palestinesi hanno presentato 2.020 domande per avere il permesso di costruire nell'Area C, di questi solo 33 sono state accettate, vale a dire l'1,5%.

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Quindi considerando tutti permessi rilasciati nell'Area C, meno dell'1% è stato programmato per le costruzioni palestinesi. Ricordiamo che l'Area C ricopre circa il 60% della Cisgiordania e secondo accordi del 1995 firmati da Israele e l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) questo territorio doveva essere traferito sotto l'autorità palestinese entro la fine del 1998, ma a tutt'oggi  Israele mantiene il controllo militare ed amministrativo della zona.