Ennesimo caso di femminicidio. La vittima di 47 anni, madre di due figli adolescenti, è stata freddata dall'ex marito Carabiniere davanti all’asilo in cui lei lavorava. Poi l'uomo si è sparato, suicidandosi. Le finestre chiuse, le vite spezzate di una famiglia annientata dalla rabbia e dalla follia di Luigi De Michele, appuntato dei Carabinieri che prima ha ucciso la moglie Carmela Mautone per poi togliersi la vita con la pistola di ordinanza. L'uomo non era riuscito ad accettare la fine del suo matrimonio. Restano orfani i suoi figli, due ragazzi di 14 e 17 anni. A loro rimane il conforto del paese e dei Servizi sociali che li stanno seguendo tramite l'aiuto degli psicologi.

Luigi ha aspettato Carmelina all'uscita della scuola dove lavorava come maestra supplente. Le mamme, i bambini, gli spari, la scelta di non accettare il fallimento come marito ponendo la parola fine in maniera plateale, e fortuna vuole che non ci siano state altre vittime a causa di questa catastrofe. La bidella infatti si è adoperata per far uscire gli scolari da un'altra porta. Una intera vita insieme quella trascorsa da Carmela e Luigi, tra alti e bassi, litigi e riappacificazioni sino alla rottura. Lei voleva rifarsi una vita, si era iscritta di nuovo all'università, aveva cominciato un corso di ballo. Carmela non accettava più quella vita monotona, forse fatta anche di violenze psicologiche e fisiche mai denunciate per amore della famiglia, dei figli e poi, parole testuali proferite della donna: 'Chi mai avrebbe creduto alle querele di una donna contro un Carabiniere?' Carmela si era confidata con alcune amiche riferendo loro della sua paura nei confronti del marito.

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Temeva le potesse far del male, ma quelle parole sono rimaste lettera morta.

Il punto di vista dello psichiatra e antropologo Alessandro Meluzzi

Ieri, durante la trasmissione 'Storie vere' Alessandro Meluzzi riporta a proposito di questo omicidio-suicidio stralci del suo nuovo libro 'Il maschio fragile: scopri il bastardo che c'è in te'. Il medico analizza le cause sociali psicologiche ed emozionali che portano un uomo ad uccidere la donna che lo abbandona. Egli ipotizza una nuova sindrome che andrebbe approfondita dalla comunità scientifica mondiale perché i tempi sono cambiati così come le relazioni fra uomo e donna. Per il famoso psichiatra il 'bastardo' si annida anche nelle personalità più insospettabili, come nel cuore e nell'anima di un Carabiniere che dovrebbe incarnare l'idea di difesa, di giustizia. Questa 'Sindrome del maschio fragile' può scatenarsi principalmente per le seguenti ragioni:

1) Incapacità di elaborare una perdita, la separazione;

2) La malinconia depressiva accompagnata da manie di onnipotenza perché il maschio fragile non riesce a tollerare l'idea di non essere più in grado di mantenere una situazione che è sempre riuscito a tenere sotto controllo soprattutto attraverso atti autoritari, gerarchici e ossessivi.

Pertanto, quando questa 'furia malinconica' supera un certo livello, in questo tipo di uomo disturbato, scaturisce la necessità di distruggere l'oggetto del desiderio, così come farebbe un bambino impazzito che vuole uccidere la madre che lo ha abbandonato.

Si tratta di uomini che non si separerebbero mai perché hanno un rapporto di dipendenza dalla moglie/mamma. Niente a che fare con la passionalità  di certi altri casi di femminicidio, ma una vera e propria depressione, tant'è che nei casi in cui è la moglie a morire prima del marito, per esempio a causa di una malattia, questa tipologia maschile ha il 50% di possibilità in più di perire a sua volta entro due anni dalla dipartita della consorte. Sono individui incapaci di vivere autonomamente.