Scomparsa improvvisamente il giorno 26 novembre 2010 dopo essersi recata in palestra, la giovane Yara Gambirasio fu in seguito rinvenuta morta nel terreno della località Chignolo. Yara è deceduta, secondo il responso autoptico, per il freddo della notte. La ragazzina non è stata in grado di alzarsi per chiedere aiuto a causa delle ferite da lama che le sono state inflitte. Si tratta indubitabilmente di una vicenda particolarmente drammatica, quella di Yara, che ha sconvolto non solo una famiglia ma un'intera comunità.

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Per questa vicenda è finito a processo un muratore. Si tratta di Massimo Bossetti, che risiede a Mapello.

Le rivelazioni di Telese

L'uomo è ristretto nel carcere di Bergamo ed ha l'appoggio della moglie.

Bossetti è stato arrestato a giugno del 2014. Le novità al 6 ottobre 2015 si concentrano sul lavoro del noto giornalista Luca Telese, che su Libero rivela ora alcuni particolari sorprendenti dell'indagine svolta dagli inquirenti sulla morte di Yara Gambirasio. Durante l'ultima udienza del processo a Bossetti ci si è soffermati su alcuni aspetti della vicenda e sembra che, senza un "incidente di percorso" gli inquirenti avrebbero potuto chiudere le indagini già da tempo e precisamente tre anni fa, in quanto il codice genetico della mamma di Bossetti, di nome Ester Arzuffi, era stato monitorato.

Un errore durante le analisi?

Era quindi possibile risalire al carpentiere di Mapello. Durante i confronti di rito in laboratorio, secondo quanto ricostruisce Telese, è accaduto che il dna della donna è stato messo a confronto con quello della mamma di Yara Gambirasio e non, come sarebbe dovuto accadere, con quello dell'uomo che era ritenuto il possibile responsabile dell'efferato delitto.

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Bossetti si dichiara estraneo

Alla luce di tale rivelazione è chiaro che i tempi processuali avrebbero potuto essere molto più limitati e forse oggi, 6 ottobre 2015, potremmo già conoscere il nome e il volto di chi uccise Yara Gambirasio, una ragazzina di soli 13 anni che aveva tutta la vita davanti e tanti sogni da realizzare. Per dovere di cronaca e completezza d'informazione va detto che Massimo bossetti continua a dichiararsi non responsabile della morte di Yara. L'uomo ha sempre spiegato di trovarsi male in carcere, anche per l'ostilità inizialmente mostrata verso di lui dagli altri detenuti e in passato ha scritto una lettera aperta a Il Giorno di Milano per manifestare il suo disagio per una situazione per lui inedita.