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Interviste a pagamento e pilotate in tv per i familiari di Veronica Panarello, la mamma siciliana presunta infanticida del figlio Loris Stival, ucciso a 8 anni e poi buttato in un torrente. La mamma, unica indiziata del delitto, è in carcere ad Agrigento con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dal rapporto di parentela. E' un quadro per niente bello quello esce fuori dalle indagini a proposito delle interviste rilasciate in tv dalla mamma e dalla sorella di Veronica Panarello: Carmela Aguzza e Antonella Panarello. Le due donne, infatti, secondo quanto emerso della indagini preliminari della procura della Repubblica di Ragusa, mentre venivano interrogate dagli inquirenti sostenevano una cosa, in tv ne dicevano un'altra.

In cambio di soldi, ovviamente. Contribuivano a far salire l'audience di alcuni programmi televisivi e loro intascavano qualche quattrino.

Delitto Loris Stival: sfida legale ma anche mediatica con apparizioni tv

Carmela Aguzza e Antonella Panarello, secondo quanto ricostruito dalla polizia di Ragusa nell'informativa allegata alla notifica di conclusione delle indagini preliminari, avevano trovato "un'ottima risorsa economica - si legge agli atti dell'inchiesta sil delitto del piccolo Loris Stival - nei proventi derivanti dalle loro partecipazioni ai programmi televisivi". La mamma e la sorella di Veronica Panarello, secondo quanto documentato dai poliziotti, hanno percepito per un'apparizione in tv ben 3.500 euro. Secondo quanto ricostruito fagli investigatori le due donne hanno mutato completamente, davanti alle telecamete, i contenuti delle testimonianze rese dinnanzi agli organi investigativi chiamati a fare luce dell'omicidio del piccolo ucciso il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina.

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Circostanza, questa, che rende "evidente" per gli inquirenti che le due donne, "anche su sollecitazione dei giornalisti di turno", cercavano di raggiungere "l'obiettivo di convincere l'opinione pubblica - spiegano i poliziotti dell'innocenza della congiunta".

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Questo, a quanto pare, faceva comodo anche alle tv per tenere alta l'attenzione sul caso, aumentare la suspence e quindi anche l'audience con delle interviste "esclusive" ma in realtà pagate, concordate e pilotate ma soprattutto "senza alcun fondamento di verità o spunto utile - sottolineato la polizia - per un approfondimento investigativo". Le due donne, dunque, secondo quanto sostengono gli inquirenti, erano più interessate a conquistare il consenso dell'opinione pubblica piuttosto che difendere la congiunta davanti ai giudici competenti proponendo quelle che in tv hanno sbandierato "come prove tramite le quali Veronica Panarello - si legge nell'informativa - potrebbe essere scagionata". Tra i programmi in cui le due donne sarebbero state intervistate dietro un compenso anche da Domenica Live di Barbara D'Urso su Canale 5 Mediaset.