Sei colpi di pistola alla testa alla convivente in seguito ad raptus dovuto alla gelosia. È la triste vicenda che si è consumata a Niscemi (Caltanissetta) dove un uomo, un camionista, di 54 anni, nella serata di ieri, ha ucciso la convivente 23enne in preda ad un attacco di gelosia. Dalle prime ricostruzioni pare che Ana Maria Florin, questo è il nome della ragazza rumena, avrebbe manifestato al convivente la sua intenzione di lasciarlo, una notizia che ha fatto andare su tutte le furie l’uomo.

Non era ancora passato molto tempo dalla lite tra i due, la ragazza intanto aveva trovato ospitalità da una amica in Via Guido Rossa, nel centro storico di Niscemi, ma è qui che l’uomo l’ha raggiunta, ha estratto la pistola ed ha ucciso la donna.

L'uomo si è subito costituito

L’omicidio è avvenuto sotto gli occhi della figlia di due anni e della padrona di casa che non ha potuto fare nulla per salvare l’amica Ana dal raptus omicida del convivente. La urla ascoltate fuori dall’abitazione di Via Guido Rossa hanno subito attirato l’attenzione di molti vicini che si sono subito riversati in strada chiamando la Polizia. Dopo aver commesso l’orribile omicidio, l’uomo si è allontanato facendosi addirittura spazio tra la gente, ma dopo poco tempo ha deciso di costituirsi alle forze dell’ordine confessando l’atroce delitto.

Sul posto sono intervenuti anche gli operatori del 118 che hanno soccorso la padrona di casa e la bambina visibilmente sotto choc ma fortunatamente illesi.

Continui litigi tra i due

Dalle prime testimonianze pare che tra il camionista e la vittima ci fossero continui litigi tanto che la 23enne rumena aveva deciso di finirla con questa storia lasciando per sempre il convivente che però non ha sopportato l’idea di essere abbandonato dalla donna.

I migliori video del giorno

Niscemi, una realtà di 28 mila abitanti della provincia di Caltanissetta, oggi è un paese sotto choc, tutti si chiedono se la tragedia che ha portato alla morte di una giovanissima donna poteva essere evitata. Intanto sull’omicidio avvenuto ieri sera intorno alle ore 20 proseguono le indagini della Procura di Gela.