Proseguono le indagini relative al delitto Ragone-Costanza che vede il militare Giosuè Ruotolo, ex coinquilino di Trifone Ragone, sospettato di avere posto in essere l'efferato crimine: è di queste ore la notizia che c'era una persona che sembrava particolarmente interessata ai due, arrivando al punto di spiarli. L'attività dei superesperti del Ris di Parma è incessante e sono ormai centinaia i reperti vagliati allo scopo di individuare la pista utile.

L'agguato

Era il 17 marzo scorso quando due giovani lavoratori, che convivevano con la prospettiva di formarsi una famiglia, sono caduti sotto i colpi di un'arma da fuoco nel parcheggio della palestra dove l'uomo era abituato ad allenare i propri muscoli.

Trifone Ragone era infatti molto conosciuto in zona come culturista. In questa fase le indagini si stanno concentrando sulle tracce rinvenute su un proiettile che non partì dall'arma in quanto si incastrò. L'assassino ha commesso un errore. Dopo avere colpito mortalmente i due ha avuto molta fretta di liberarsi della pistola, gettandola in un lago vicino alla palestra. Gli investigatori hanno potuto così individuarla grazie a mezzi d'indagine sempre più sofisticati. Le novità sul delitto riguardano quanto emerso da una puntata della nota trasmissione televisiva "Quarto grado" che ha messo a fuoco talune contraddizioni sulla figura di Giosuè Ruotolo.

L'appunto

Pare che all'interno del portafoglio di proprietà di Ruotolo, gli inquirenti abbiano rinvenuto un biglietto con scritto: «via Chioggia 8-11».

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Ovvero la strada che ospita l'appartamento in cui vivevano Trifone e Teresa. Giosuè Ruotolo conosceva sicuramente i due, in quanto aveva condiviso una casa con Trifone e ci sono testimonianze relative a cene al ristorante con la presenza di Teresa Costanza. A via Chioggia 11 c'è attualmente un cantiere. Fino a poco tempo fa, però, c'era una palazzina vuota. Da lì, secondo quanto ipotizzato da "Quarto Grado", Ruotolo avrebbe potuto agevolmente spiare Teresa e Trifone. Naturalmente questo particolare non prova niente. Per dimostrare che è stato davvero Giosuè Ruotolo a tendere il fatale agguato e Trifone e alla sua compagna servono riscontri probatori certi che al momento non ci sono. I due erano originari del sud. La comunità di Pordenone è rimasta profondamente turbata da questa vicenda anche perché i due, assidui frequentatori di pub e locali notturni, erano due volti abbastanza noti nell'intera provincia.