Alle 4:20 di questa mattina, Parigi si è ancora una volta svegliata tra gli spari. Le teste di cuoio sono entrate in quello che potrebbe essere il covo di Abdelhamed Abaaoud, situato in rue Gabriel-Péri nel sobborgo parigino di Saint-Denis, vera e propria casbah al nord della Ville Lumière. Una donna kamikaze si è fatta esplodere, cinque i criminali arrestati, uno o due sospettati restano però ancora dentro l'abitazione.

Il bilancio sarebbe di tre vittime

In un blitz iniziato alle 4:20, al momento dell'irruzione delle teste di cuoio una donna kamikaze si è fatta esplodere con un gilet esplosivo, stando alle notizie della Procura di Parigi.

Tre persone - un'altra donna e due uomini - all'interno dell'appartamento sono state tratte in arresto, altri due prese nella zona. Si parlerebbe sorprendentemente del covo del mandante delle stragi parigine del 13 novembre Abdelhamid Abaaoud, il quale sarebbe ancora dentro l'abitazione e starebbe trattando con le forze speciali, ma la Procura di Parigi non dà ancora conferma. Cinque invece i poliziotti lievemente feriti e ucciso un cane poliziotto. Chiuse la Gare du Nord e la metro 5 della Capitale. Strade blindate tra Saint-Denis e Place de la République così come scuole e università della zona. 

Chi è Abdelhamid Abaaoud, nome in codice Omar, capo del commando

28enne di orgine marocchina, proveniente dal quartiere Molenbeek di Bruxelles è conosciuto a Raqqa sotto il nome Abu Omar Al Baljiki.

I migliori video del giorno

Nel 2010 conosce proprio Abdeslam Salah, ora in fuga dopo gli attentati di Parigi. Arrivato in Siria nel 2013, l'anno successivo prende con sé il fratello 13enne Younes dal Belgio, portando il padre a costituirsi parte civile contro di lui. Sarebbe rientrato in Belgio passando per la Grecia. In particolare, avrebbe addestrato Reda Hame, jihadista francese, per commettere attentati in luoghi di svago parigini, come teatri o café. Abaaoud gli avrebbe consegnato duemila euro ed una chiave USB criptata. Gli inquirenti gli attribuiscono un ruolo nell'attentato della chiesa di Villejuif del 19 aprile 2015 e l'attacco di Thalys del 21 agosto.