Da una parte c'è l'appello solenne di Papa Francesco per amnistia o indulto in occasione del Giubileo straordinario e misericordioso. Dall'altra parte, alla vigilia di Natale, è una situazione paradossale quella che ci consegna il "pianeta carceri" in Italia. Migliorata, seppur parzialmente, la situazione legata al sovraffollamento carcerario, restano precarie le condizioni di molte strutture penitenziarie. Ma le ultime notizie di oggi raccontano una anche un'altra storia, che certamente fa riflettere sul sistema penale e detentivo in Italia.

Indulto e amnistia, l'appello del Papa e la situazione in Italia

E' la storia della signora Stefanina Malu, 82 anni (ne compirà 83 il prossimo 8 marzo), arrestata per spaccio di sostanze stupefacenti, la persona detenuta più anziana del Paese.

Ma nonostante l'età e i problemi di salute passerà in cella - nel carcere di Uta a Cagliari - anche il Natale e il Santo Stefano, che tra l'altro è il giorno del suo onomastico. "Nonostante le condizioni di salute precarie e l'età avanzata - ha spiegato Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione 'Socialismo Diritti Riforme' - la donna si è vista respingere l'istanza per ottenere gli arresti domiciliari". Una decisione cghe ha lasciato "perplessi" gli attivisti dell'associazione che si batte in favore dei detenuti anche in considerazione del fatto che "la donna ha recentemente manifestato - ha aggiunto Maria Grazia Caligaris - problemi respiratori e cardiologici".

Giustizia, anziana ottantaduenne in carcere anche a Natale

Per l'anziana pusher pare non sia stata avanzata nessuna richiesta di grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sua situazione non sembra tra quelle che permettono di avere i benefici previsti dal decreto svuotacarceri o dalla legge sulle pene alternative.

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"Forse un ricovero in una Residenza sanitaria - è la proposta del presidente dell'associazione 'Socialismo Diritti Riforme' - potrebbe ridurre i disagi consentendo all'anziana donna una condizione più idonea ai suoi problemi". Questa la paradossale situazione del sistema penitenziario in Italia mentre vengono "censurate" e "ignorate" le parole di Papa Francesco per una "grande amnistia" che eventualmente, è bene ricordarlo, non verrà concessa a terroristi e mafiosi, pedofili e assassini e a detenuti che si sono macchiati di delitti di grave allarme e pericolosità sociale, reati per i quali non è prevista nemmeno l'applicazione di un possibile indulto.