"Raqqa viene massacrata in silenzio" è un documentario realizzato l'anno scorso nella città a Nord della Siria attualmente sotto il controllo dell'Isis. Il reportage illustra le atrocità commesse dai jiahdisti nei confronti della popolazione civile, massacri che si svolgono "nel silenzio", quasi inosservati dalla stampa. L'autore di questo lavoro, il cronista Naji Jerf, è stato ucciso lo scorso 27 dicembre a Gaziantep, città a sud della Turchia, quasi al confine con la Siria.

Attentato non rivendicato

L'attentato che ha provocato la morte del 38enne documentarista siriano non è stato rivendicato. È comunque sembrata un'esecuzione in piena regola, secondo la ricostruzione di alcuni testimoni infatti sarebbe stato raggiunto in strada da due uomini con il volto travisato, uno dei due gli avrebbe sparato due colpi alla testa con una pistola con silenziatore.

I killers sono poi fuggiti. Forti i sospetti sull'Isis, anche se Naji Jerf era anche un fermo oppositore del regime di Assad ed in passato era stato ripetutamente minacciato. Uno dei suoi ultimi lavori era stato un documentario girato ad Aleppo, dove veniva mostrata l’esecuzione di civili da parte dell’Isis negli anni 2013-2014.