Da Brescia un arresto che fa molto scalpore perché l'uomo arrestato ha 55 anni e sieropositivo all'HIV, sa di esserlo e negli ultimi anni ha adescato in chat decine di ragazzine chiedendo loro, per vendetta, rapporti non protetti dal profilattico. Ha usato il suo corpo come un'arma biologica per contagiare una decina di ragazze, gran parte minorenni, passando loro il virus dell'HIV (virus dell'immunodeficienza umana) che lui stesso aveva contratto alcuni anni fa a causa di un rapporto non protetto dall'uso del profilattico.

Rapporti non protetti per vendetta

E' un vero e proprio autore per vendetta, quello che la Polizia Locale di Montichiari, in provincia di Brescia, ha scoperto nelle scorse settimane e che ieri è riuscita finalmente ad arrestare l'uomo 55 enne.

L'indagine, ordinata dal PM bresciano Antonio Cassiani, era indirizzata su un giro di prostituzione minorile e di traffico di immagini pedo-pornografiche ma, andando a caccia dei clienti, gli investigatori si sono imbattuti in Claudio Tonoli, 55 anni di Collebeato (comune di Brescia) con gravi problemi di Salute. In seguito alla perquisizione in casa sua, gli uomini della Polizia Locale avrebbero fatto l'atroce e squilibrata scoperta: l'uomo è sieropositivo tanto da essere stato anche riconosciuto invalido, e proprio la mancata accettazione della malattia ha scaturito nell'uomo un cieco istinto di vendetta agganciando le ragazzine tramite chat erotiche, contrattava le prestazioni a basso prezzo (dai 20 euro ai 50 euro) e se non vedeva convinta l'acquirente, era disposto a pagare pure il doppio e senza protezioni.

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E' importante non vergognarsi ma andare dalla Polizia

"Riferiva frasi del tipo 'godo di ottima salute', 'stai attento perché in giro c'è tanta brutta gente' " riferisce il comandante della Polizia Locale Christian Leali. Gli inquirenti hanno già individuato una decina di ragazzi dai 15 ai 24 anni che avrebbero avuto rapporti sessuali con lui. "Quello che voglio far presente alle persone che abbiano avuto rapporti sessuali con questo Tonoli Claudio, è di non vergognarsi ma di venire da noi e fare esami approfonditi. Abbiamo il fondato motivo di ritenere che possa aver diffuso ad altri questo virus dell'HIV" spiega ed incoraggia lo stesso comandante.