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Non si sono ancora placate le polemiche sulla decisione di Ilaria Cucchi di pubblicare la foto di uno degli agenti accusati di aver usato violenza nei confronti del fratello Stefano, morto nel’ottobre del 2009 dopo essere stato arrestato a Roma per spaccio di droga. Stamani Ilaria Cucchi ha postato su facebook la foto dell’agente in costume commentanto di volersi fare del male, di voler vedere in faccia chi ha ucciso il fratello. Dopo la pubblicazione del post i commenti sul web si sono scatenati, in centinaia hanno scritto sul profilo di Ilaria ed hanno lasciato commenti anche molto duri nei confronti dell’agente . La scelta di ilaria Cucchi è stata stigmatizzata da molti, in tanti hanno rimproverato la sorella di Stefano morto presso l’Ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre del 2009 in seguito alle percosse di alcuni agenti di Polizia penitenziaria accusati da alcuni testimoni.

In vari giornali si legge che il legale del Carabiniere preso di mira da Ilaria Cucchi avrebbe fatto sapere di voler procedere con una querela nei confronti della sorella di Stefano e di chi ha rilasciato commenti con offese pesanti e anche minacce di morte.

Lucia Uva sulle orme di Ilaria

Se tanti hanno criticato la scelta di Ilaria Cucchi, molti altri hanno invece sostenuto il suo post con moltissimi attestati di stima e solidarietà. Tra gli interventi in favore della sorella del trentenne romano, sta già facendo molto discutere quello della sorella di un’altra vittima nota all’opinione pubblica per essere morto in caserma il 14 giugno del 2008. Lucia Uva scrive su Facebook le stesse frasi di Ilaria sostenendo di “voler vedere in faccia chi ha passato gli ultimi attimi di vita di mio fratello”.

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La storia di Giuseppe Uva sconvolse l’intero paese e rimane tutt’oggi avvolta nel mistero, è la storia di un ragazzo uscito di casa dopo aver seguito una partita degli europei in Tv, una bevuta al bar con gli amici e una piccola bravata che finisce con l’inseguimento dei carabinieri che, unitamente a sei poliziotti, lo portano in caserma da dove non esce vivo.