Ci sono interessanti novità da segnalare in merito alla tragica vicenda della morte di Teresa Costanza e Trifone Ragone, coppia residente a Pordenone uccisa a seguito di un vero e proprio agguato che è stato consumato nel parcheggio di una palestra che era frequentata assiduamente da Trifone, appassionato di body building e di movida notturna insieme alla sua compagna. In una recente puntata della nota trasmissione Chi l'ha visto?, sono stati intervistati i genitori di Trifone Ragone, che da 11 mesi ormai chiedono giustizia e che hanno cercato di ricostruire bene la figura di Giosuè Ruotolo e in particolare i rapporti con il figlio, suo ex coinquilino prima della decisione di andare a convivere con Teresa Costanza, con la quale Trifone voleva costruire una vita.

Il racconto della mamma di Trifone

La pubblica accusa avrebbe chiesto al giudice per le indagini preliminari l’arresto di Giosuè Ruotolo e il rinvio a giudizio per omicidio. Durissime sono state le parole proferite dalla madre di Trifone: "Ruotolo ha alimentato il suo odio , mi disse che mio figlio gli doveva del denaro e fece capire che lo considerava un uomo pessimo". Il movente del delitto sarebbe, secondo le ipotesi più plausibili al 19/2/2016, la gelosia, forse di natura passionale, perché Giosuè era interessato a Teresa Costanza e vedeva quindi in Trifone Ragone un ostacolo alla sua felicità.

Investigatori al lavoro

L'indagine si conferma comunque in questi giorni molto complessa, con una lunga lista di soggetti da sentire. Vi ricordiamo che anche la compagna di Giosuè Ruotolo risulta iscritta nel registro degli indagati, con l'accusa di "concorso morale" nel delitto.

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Di certo le indagini hanno cambiato decisamente rotta dopo che, alcuni mesi fa, i Ris hanno trovato una pistola in un laghetto vicino alla palestra "Crisafulli". L'omicida si è liberato dell'arma del delitto troppo velocemente e questo potrebbe costargli molto caro. nelle prossime settimane ne sapremo di più. Se desiderate restare costantemente informati potete cliccare sul pulsante "segui" vicino al mio nome in alto. L'interesse della pubblica opinione per l'evoluzione delle indagini sul delitto di Pordenone resta alto.