Prosegue al 2 febbraio 2016 l'attività investigativa relativa al duplice delitto di Pordenone, che ha visto la morte violenta di Teresa Costanza e Trifone Ragone. I giovani si erano perfettamente integrati nella comunità di Pordenone, anche perché amanti della vita notturna o meglio assidui frequentatori di pub e locali concepiti per offrire occasioni di svago ai giovani. Avevano quindi molti amici. Le indagini sul caso si stanno soffermando in questi giorni sulla figura di un ex coinquilino di Trifone, un militare di carriera di nome Giosuè Ruotolo. I genitori dei due ragazzi vogliono sapere chi è stato a spezzare il loro sogno d'amore e perché.

Scoop

Nei giorni scorsi si è molto parlato di un misterioso personaggio che grazie all'account di un noto social network avrebbe infastidito i due con una serie di offese. Teresa Costanza, in particolare, era destinataria di messaggi che insinuavano che Trifone l'avesse tradita in più occasioni, svelando alcuni particolari molto riservati. Secondo quanto ipotizzano i giornalisti de "Il Gazzettino" alla lunga Trifone aveva intuito chi era a scrivere tali messaggi, spediti da un profilo falso.

La strategia di Ruotolo

L'autore dei messaggi era evidentemente intenzionato a rovinare l'armonia della coppia. Sempre secondo quanto rivelato da "Il Gazzettino" tra Giosuè Ruotolo e Trifone vi fu una discussione molto accesa causata proprio dal fatto che il prestante militare Trifone Ragone aveva individuato in Giosuè, suo collega ed ex coinquilino, l'autore delle offese.

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Va segnalato il fatto che i messaggi sarebbero partiti - il condizionale è d'obbligo vista la delicatezza del caso - da una postazione della caserma De Carli di Cordenons, luogo di lavoro di Trifone Ragone e Giosuè Ruotolo. Il successivo sviluppo delle indagini servirà ad appurare se quanto rivelato da "Il Gazzettino" risponde al vero. Nelle prossime settimane ne sapremo certamente di più. Per rimanere costantemente informati potete cliccare sul pulsante "segui" che vedete in alto, vicino al mio nome.