Il 'cessate il fuoco' in Siria finora è virtuale e non solo perchè i russi e le forze governative stanno riducendo Aleppo ad un cumulo di macerie nel tentativo di distruggere le sacche di resistenza dei ribelli. Anche se entro la prossima settimana (la tregua prevista dovrebbe partire il 19 febbraio) gli accordi di Monaco venissero rispettati, non rientrava nella fine delle ostilità la guerra contro le milizie jiahadiste che controllano una parte della Siria. Da parte dei ribelli inoltre quanto stabilito a Monaco non è stato minimamente preso in considerazione. Queste milizie deporrebbero le armi soltanto se Assad lasciasse il governo ed oggi è un'ipotesi molto lontana.

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Il destino di Assad

Sul futuro dell'attuale leader siriano ci sono parecchie incertezze. I 17 Paesi del Gruppo Internazionale di sostegno per la Siria sono stati concordi nel rimettere nelle mani dei siriani il destino dell'attuale premier. In base agli accordi di Monaco, dopo la fine dei combattimenti entrerebbe in gioco la diplomazia che dovrebbe favorire un governo di coalizione ed indire le elezioni. Inutile dire che Stati Uniti e Francia vogliono che Assad esca di scena, la Russia lo appoggia come ha sempre fatto.

Un altro punto dell'intesa prevedeva l'invio degli aiuti umanitari da subito. Subito significa "quando la situazione renderà possibile la loro autorizzazione". Finchè non cessano i bombardamenti è pura utopia.