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La punizione scelta da due genitori giapponesi per il loro bambino di 7 anni potrebbe avere dei risvolti drammatici e purtroppo irreparabili. Sabato scorso, mentre era in gita fuori porta con i genitori e la sorella, il bambino è stato sorpreso a lanciare sassi contro alcune auto in sosta. La punizione scelta per far capire al piccolo discolo che il suo comportamento non era educato ha dell'incredibile ed è esageratamente sproporzionata anche rispetto ai rigidi standard educativi giapponesi.

I due genitori, al ritorno della gita, si sono fermati ai margini del bosco che stavano costeggiando in auto ed hanno abbandonato lì bambino.

I genitori volevano solo spaventarlo

Da una prima ricostruzione, i genitori  intendevano solo far spaventare il piccolo e pertanto sono ripartiti in auto e sarebbero ritornati entro qualche minuto ma del bambino non c'era più traccia.

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I soccorsi non sono stati chiamati subito e questo purtroppo potrebbe aggravare ancora di più la situazione. Trascorsa qualche ora di ricerche invano, questo è quanto hanno riferito i genitori, sono stati allertati i poliziotti locali ai quali i genitori hanno detto di aver perso di vista il bambino mentre si dedicavano alla raccolta di verdura e frutta selvatica nella foresta. Hanno poi dovuto ammettere la loro colpa diretta nella scomparsa quando le ore di ricerche sono diventate troppe. La dichiarazione che il padre ha rilasciato ai cronisti giunti nella zona è la seguente: “È un bambino attivo e vivace, ma temo per quello che gli potrebbe capitare

Al momento risultano impegnate nella ricerca diverse squadre di poliziotti ma non ci sono ancora notizie. Il bambino indossava al momento dell'abbandono un pantaloncino ed una maglietta leggeri e non aveva con sè nulla da mangiare.

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La foresta di Hokkaido, a nord del paese, è conosciuta per essere habitat naturale degli orsi bruni ed è notoriamente, specie di notte, un luogo freddo battuto dai venti gelidi siberiani.

La punizione inflitta a questo bambino è raggelante rispetto ai metodi educativi occidentali e si spera che le conseguenze  non siano gravi, ma per cercare di comprendere più da vicino l'atteggiamento di questi genitori è necessario addentrarsi un po' di più nella cultura nipponica. Da un sondaggio condotto da un'autrice americana sull'educazione dei bambini in Giappone è emerso che i genitori giapponesi hanno bisogno di avere bambini non solo per riempire emotivamente la loro esistenza (motivazione addotta da genitori occidentali), ma anche perché il non essere in grado di perpetuare la propria famiglia rappresenterebbe un grave falli­mento nella vita di ogni giapponese. Speriamo che il bambino sia ritrovato sano e salvo e che questo episodio possa servire ad una maggiore visione critica verso dei metodi educativi rigidi e pericolosi.