Il 17 maggio si celebra la "Giornata Internazionale contro l'Omofobia, la Biofobia e la Transfobia", una giornata indetta dall'Unione Europea per combattere le violenze e le discriminazioni che ancora avvengono contro le persone "LGBT" a causa dei pregiudizi e/o dell'odio verso il loro orientamento sessuale.

Violenze e discriminazioni che, a differenza della maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale, sono ancora fortissime nella maggior parte dell'Africa, in Asia e in molti paesi arabi e del Medio Oriente, sia a causa di arretratezza economica e culturale così come per via di sistemi politici fondati sull'interpretazione estremista della religione, come in Arabia Saudita e nelle altre monarchie del Golfo, paesi notoriamente ricchissimi dal punto di vista economico.

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Il report dell'ILGA sulla situazione mondiale

Stando a quanto riportato su un articolo di "Repubblica", la diffusione dell'omofobia del mondo è stata riportata sul report annuale dell'International Lesbian,Gay,Bisexual,Trans and Intersexual Association("ILGA"), un'associazione che si occupa di combattere le discriminazioni e promuovere i diritti civili delle persone lesbiche, gay, asessuali, bisessuali, intersessuali e transessuali. Secondo tale report, in 13 paesi è ancora prevista la pena di morte per omosessualità, e tra questi paesi rientrano la Mauritania, l'Arabia Saudita, lo Yemen, mentre in altri paesi, come Marocco e Kenya, vi è l'ergastolo fino a 15 anni.

Inoltre, nel report si sostiene che il 15% degli americani vorrebbe che l'omosessualità costituisse reato, percentuale che sale al 17% nel caso degli europei e che con gli asiatici raggiunge il 34% e infine raggiunge il picco con gli africani(45%).

La situazione dell'Italia

A livello mondiale, bisogna dire che l'Italia è messa piuttosto bene con il 78% di accettazione dell'omosessualità, mentre lo risulta meno nel confronto con gli altri paesi dell'Europa occidentale. Tendenzialmente c'è da dire che nella stessa Italia c'è un clima di generale tolleranza, anche se rimangono alcune frange intransigenti legate spesso a un'interpretazione "estremista" della religione e/o di ideologie politiche "oscurantiste", mentre su altre questioni che esulano dal discorso generale sin qui fatto (matrimoni gay, stepchild adoption ecc) sarebbe necessario un salutare e civile dialogo tra chi è favorevole e tra chi è contrario, andando oltre i rispettivi "muri su muri" che spesso li vedono contrapposti.

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