"Il silenzio pesa quanto quel terribile gesto di ferocia". Queste le parole pronunciate, secondo notizia Ansa di ieri 1 maggio, dal ministro dell'interno Angelino Alfano, intervistato sulla terribile vicenda dell'omicidio della piccola Fortuna Loffredo.

Attualmente è in carcere per l'omicidio, in regime di isolamento dopo essere stato aggredito dagli altri detenuti, Raimondo Caputi, il 43enne accusato delle violenze e dell'omicidio ai danni di Fortuna, uccisa a Parco Verde di Caivano in provincia di Napoli il 24 giugno del 2014.

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A dare la notizia del pestaggio, non infrequente in carcere ai danni dei sospettati o giudicati per reati contro i bambini, è il Procuratore di Napoli Francesco Greco, che specifica come l'aggressione non abbia causato lesioni gravi.

Chi sa parli, dica quello cha ha taciuto prima, l'appello di Alfano

Il ministro Alfano si appella alla coscienza civile di chi ha taciuto e che avrebbe potuto impedire l'omicidio di Fortuna. "Questo silenzio", ha proseguito Alfano, "è pesato in termini di ferocia quanto quel terribile gesto che ha visto coinvolta Fortuna".

Dalle indagini tuttora in corso emergono particolari sempre più inquietanti. Secondo un'ulteriore notizia Ansa del 1 maggio, redazione di Napoli, sarebbero state le amichette di Fortuna ad aiutare gli inquirenti a far luce sulla vicenda. Da questo probabilmente nasce l'appello delle istituzioni, e cioè agli adulti che avrebbero potuto impedire il gesto.

Le amichette di Chicca, con parole e disegni, hanno aiutato i grandi a scoprire l'orco

In fase di indagine, data la reticenza degli adulti informati sui fatti, sono state le amichette della piccola Fortuna, che loro chiamavano Chicca, ad aiutare le forze dell'ordine a catturare l'orco.

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I bambini, attraverso quella che viene chiamata "audizione protetta", sono stati ascoltati dalla magistratura con il supporto di uno psicologo specializzato. Attraverso interviste delicate (i minori infatti non vengono interrogati) e con l'ausilio dei disegni, strada maestra per la mente dei bambini, si è potuto dare un nome all'uomo attualmente detenuto in carcere, che continua a definirsi innocente. Secondo il giudice per le indagini preliminari, in un colloquio protetto un'amichetta di Chicca avrebbe fornito informazioni "assolutamente illuminanti e inoppugnabili" sull'identità dell'orco.

La piccola avrebbe disegnato un mostro con tanto di nome e cognome. Il disegno sarebbe stato fatto dalla piccola dopo che la stessa era stata allontanata dalla casa in cui viveva e nella quale avrebbe subito violenze sessuali. Anche la psicologa incaricata avrebbe ritenuto eloquente il disegno in cui la piccola ha raffigurato un orco ricoperto di serpenti.

Uccisa perché non voleva più subire violenze, la tragica fine di una bambina

Secondo la Procura della Repubblica di Napoli, sarebbe stato proprio il vicino di casa di Fortuna, Raimondo Caputo, ad uccidere Chicca perché la bimba non voleva più essere vittima delle sue violenze.

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Un'accusa pesante e terribile, che l'uomo continua a respingere, ma che se fosse dimostrata aprirebbe una voragine su una vita fatta di abusi e conclusa nel modo più assurdo: la morte. Contro Caputo pesa la precedente condanna per abusi sessuali ai danni della figlia di 3 anni della sua ex compagna.

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