Conosciuto da ieri come il presunto assassino di Fortuna Loffredo, o Chicca, come veniva chiamata la bambina, morta gettata dall'ottavo piano, sotto gli occhi di una sua amichetta e della madre, anche compagna dell'uomo, Una storia di omertà, 'un segreto condiviso dagli adulti' dove tutti sapevano e dove nessuno avrebbe parlato fino a ieri, quando una delle bambine coinvolte nella storia di abusi sessuali, ha raccontato quello che gli abitanti di tutto il Parco Verde di Caivano chiamavano 'il segreto'.

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È di poche ore fa la notizia dell'aggressione di Raimondo Caputo, non un linciaggio, come ha spiegato il Pm, ma salvato dalla polizia penitenziaria. Stabilito il trasferimento dell'uomo che ora si trova in isolamento.

Caputo aggredito a Poggioreale

Detenuto da alcuni mesi per pedofilia, Raimondo Caputo, 43enne compagno della madre delle tre bambine che hanno violentava abitualmente, è stato aggredito nel carcere di Poggioreale di Napoli, a seguito della diffusione della notizia che sarebbe stato lui a uccidere Fortuna, gettandola dal palazzo di Caivano dopo averla violentata.

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La sua amica, all'epoca dei fatti 9 anni, e ora 11, dalla quale in un primo momento si era allontanata per cambiarsi le scarpe, l'avrebbe vista scendere nella veranda, seguita dall'uomo - Titò come lo chiamavano le bambine - che avrebbe cercato di abusare di lei, ma lei lo avrebbe preso a calci; a seguito l'avrebbe uccisa. Il racconto è stato notificato nella giornata di venerdì 29 aprile, a seguito del quale Caputo sarebbe stato aggredito al terzo piano del padiglione 'Roma', nella sua cella, riportando un occhio nero e diverse contusione.

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Cronaca Nera

In base alle informazioni riportate dalle ultime ricostruzione, Caputo era stato collocato nella sezione protetta dei Sex offender, dove si trovano detenuti gli indagati per reati di natura sessuale, proprio per evitare ritorsioni e attacchi che prevedibili negli ambienti delle carceri e non solo in quella di Poggioreale. L'uomo sarebbe stato salvato dal tempestivo intervento della polizia penitenziaria che avrebbe anche già identificato gli autori del pestaggio.

Trasferimento dopo il pestaggio in cella

Al momento si è provveduto al trasferimento del detenuto, in considerazione degli eventi precedenti sui pedofili da parte dei compagni di cella a Poggioreale. I responsabili di violenze sui minori sono infatti oggetto di aggressione da parte dei detenuti delle carceri napoletane, ne è un esempio Alloca, assassino e violentatore del piccolo Silvestro Delle Cave, che all'epoca aveva solo 9 anni.

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Si attende al momento di conoscere i risvolti della vicenda e di comprendere quali siano le colpe di tutte le altre persone di Parco Verde di Caivano che conoscevano bene la storia delle tre vittime, oltre a quella di Fortuna, in particolare della madre delle bambine e compagna di Caputo, che avrebbe più volte detto 'poi passa', anche a seguito dell'affermazione dell'amica di Fortuna 'se andavo io ammazzava anche me'.

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La donna permetteva e accetteva gli abusi sessuali sulle figlie, ama ancora più raggelante e omertosa anche la condotta di una vicina, che avrebbe trovato la scarpetta di Fortuna Loffredo e non l'avrebbe consegnata alla polizia per la 'paura di domande'. Se desiderate ancora seguirci, cliccate su 'segui' in alto a sinistra.

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