Coloro che sfortunatamente hanno dei debiti con Equitalia si saranno sicuramente fatti la domanda a quanto deve ammontare il debito per permettere al creditore di pignorare il proprio immobile di proprietà. Anche dopo il recente Dl n. 59/16 che, come già trattato illustrato in un precedente articolo ha riformato le procedure espropriative immobiliari, bisogna comunque distinguere se l’azione esecutiva viene intrapresa da un agente di riscossione come Equitalia o da un privato.

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In linea generale ogni creditore può intraprendere una procedura esecutiva anche per importi di basso ammontare, sempre che abbia una reale convenienza economica del pignoramento mobiliare e dei pignoramenti presso terzi. Qualora il creditore è Equitalia sono previsti 3 limiti ovvero: 

  • prima del pignoramento bisogna iscrivere ipoteca;
  • per debiti non superiori a 20 mila euro l’ipoteca non può essere iscritta;
  • Il pignoramento può essere iniziato solo se il debito è superiore a 120 mila euro.

Se il creditore è una banca invece il Dl n.

59/19 appena approvato dal Governo prevede che nel caso in cui il mutuatario (l’imprenditore) sia insolvente, la banca può vendere l’immobile senza bisogno di pignoramento e può quindi rivalersi sullo stesso. il creditore (banca) con trattative private può acquisire direttamente i beni mobili del debitore e li può poi vendere, senza dover incardinare una procedura esecutiva giudiziale. Si tratta di un’alternativa all’ipoteca tradizionale. In tal modo si evitano infatti le tempistiche delle procedure esecutive: la garanzia è la possibilità di trasferire in favore della banca la proprietà di un immobile dopo l’inadempimento del debitore.

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Il decreto legge specifica anche che il trasferimento non può essere effettuato sugli immobili adibiti ad abitazione principale del proprietario, del coniuge o affini entro il terzo grado.

Quali beni sono impignorabili?

Ebbene ricordare che il creditore può pignorare sempre la 1^ casa. In presenza di tutte le predette condizioni, bench non sia possibile procedere al pignoramento della 1^ casa del debitore, tuttavia si può procedere all’iscrizione di un’ipoteca. Solo se il contribuente è proprietario di un immobile allora esso non gli può essere sottratto.

I requisiti che deve avere l’immobile per non essere pignorato è l’accatastamento come civile abitazione non di lusso e il debitore li’ deve aver fissato la propria residenza. Sono previsti però dei limiti nel senso che non possono essere pignorati: 

  • gli immobili di interesse artistico o storico dello Stato o ad altro ente o istituto pubblico;
  •  gli immobili presenti nel fondo patrimoniale, costituito da entrambi i coniugi sui beni destinati ai bisogni della famiglia. Il fondo può essere invece pignorato solo per debiti sorti per esigenze familiari e non se il debito è sorto per scopi che non si riferiscono ai bisogni della famiglia – gli immobili sui cui è concessa immunità territoriale;
  • gli immobili destinati a  uffici pubblici;
  • gli edifici destinati al culto cattolico;
  •  gli immobili oggetto di sequestro antimafia.

Anche nel caso in cui il contribuente abbia altri immobili, Equitalia può procedere al pignoramento della “1^ casa” anche se di lusso.

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Ebbene precisare che anche in tali casi, però il pignoramento può scattare solo se il debito supera i 120 mila euro. Per altre info sul tema potete premere il tasto segui accanto al nome.

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