Arriva da Londra, e più precisamente da un uomo, nientemeno che dal sindaco Sadiq Khan, primo musulmano a ricoprire tale carica, un bel messaggio a favore e tutela delle donne. Nelle cronache recenti abbiamo letto di troppi femminicidi, da quello di Sara di Pietrantonio, bruciata viva dall'ex, sino a quello di Alessandra Maffezzoli, la maestra uccisa da chi diceva di amarla. Il prossimo 19 settembre si terrà all'Arena di Verona un concerto organizzato da LoredanaBertè e Fiorella Mannoia per gridare no alla violenza. Un altro messaggio mediatico importante è proprio quello che arriva da Londra, dove il sindaco Sadiq Khan ha vietato i cartelloni pubblicitari raffiguranti modelle dal fisico perfetto.

Il sindaco è stato tacciato di integralismo, ma di fatto il suo rappresenta un gesto importante nella lotta alla violenza sulle donne.

La violenza alle donne passa anche dalla pubblicità?

Il gesto del primo cittadino londinese è stato tacciato di integralismo.Il tutto è nato dopo che Khanha detto basta ad un cartellone pubblicitario londinesenel quale una modella dal fisico perfetto sponsorizza sui mezzi pubblici un prodotto dietetico sfidando le altre donne amostrare un corpo altrettanto perfetto. Immediata la reazione al divieto. Il sindaco è stato accusato di integralismo, essendo un musulmano. Andando però ad analizzare l'effetto del divieto, si scopreun possibile effetto benefico da non sottovalutare. L'autostima delle donne, come lo stesso Khan ha dichiarato, è continuamente minata da immagini realistiche alle quali soprattutto le adolescenti cercano di assomigliare.

E' possibile che una bassa autostima, unita adun senso di inadeguatezza, possa portare le donne ad essere vulnerabili e possa spingeregli uomini a considerare il sesso femminile come qualcosa di disponibile ed ammiccante?E' possibile che una buona campagna di prevenzione dei disagi femminili passi anche e soprattutto dalla pubblicità? Quale effetto potrà avere questo nuovo modo di gestire i media da parte di una Gran Bretagna ad oggi impegnata sul "Brexit", cioè a decidere se rimanere all'interno dell'Unione Europea con il voto del referendum del23 giugno prossimo?

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