L'Umbria stavolta è stata risparmiata dal Terremoto in termini di vite umane, ma il bilancio dei danni provocati dal terribile sisma del 24 notte è simile a un bollettino di guerra: chiese chiuse, monumenti secolari danneggiati dai crolli, centinaia di sfollati, soprattutto a Norcia e frazioni, perché molte case sono state dichiarate inagibili, circa 600 i residenti assistiti dalla Protezione Civile.

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Uno dei simboli della devastazione è il crollo del campanile della chiesa di Castelluccio, meta di un turismo internazionale che in questa fase dell'anno si reca nella frazione nursina per ammirare il "miracolo" naturale della fioritura e che, a seguito del tragico evento, ha messo in atto un fuggi fuggi generale, lasciando questi luoghi nell'isolamento più spettrale. A Castelluccio, infatti, sono rimaste solo trenta persone a cui ha fatto visita ieri il parroco di Norcia Don Marco Rufini per portare conforto; l'intero paesino è "zona rossa" ed è stata interrotta anche la rete del gas.

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Una religiosa ha rischiato di morire

Un'anziana religiosa del monastero delle benedettine di Sant'Antonio ha rischiato di rimanere schiacciata nel sonno dall'armadio che per le terribili scosse si è staccato dalla parete ed è piombato sul suo letto, come si vede dalla foto fornita dall'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Quando la terra ha cominciato a tremare, con un'interminabile sequenza di scosse sussultorie in piena notte, la benedettina non ha fatto in tempo ad alzarsi dal letto, fortunatamente l'impatto con l'armadio le ha provocato solo una contusione ad una spalla. 

Domenica 28 messa sotto il tendone

La prossima sarà una domenica diversa dalle altre per i fedeli di Norcia che non potranno recarsi in chiesa per assistere alla messa perché il terremoto li ha privati anche di questo. L'Arcivescovo della Diocesi di Spoleto-Norcia, Monsignor Renato Boccardo, all'indomani del sisma è accorso sui luoghi più colpiti per stare in mezzo alla gente, nel frattempo la Caritas diocesana ha allestito una tensostruttura alle porte del centro storico al cui interno sarà celebrata la messa, un modo per dare coraggio agli sfollati e un segnale di fede in un momento di dolore e perdita collettiva. 

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