La zona di Via Garibaldi angolo Via Varese, a Como, è rimasta blindata la sera del 26 agosto 2016dalle 19.30 alle 21.30 a causa di una manifestazione contro l’ospitalità ai migranti promossa e organizzata dal gruppoFacebook“Como ai Comaschi”.I migrantiche vivono nei giardini della Stazione San Giovanni di Como sono circa 500. La protesta aveva un obiettivo dichiarato: ottenere lo sgombero immediato dei migranti.

Durante la manifestazione la zona è stata blindata da decine di poliziotti e i migranti hanno dovuto raggiungere la mensa di Sant'Eusebio, dove è predisposto che consumino il pasto serale, percorrendo un percorso alternativo predisposto dalla questura per evitare che migranti e manifestanti si incontrassero. La mensa è completamente gestita da volontari.

Organizzazione su facebook, manifestazione "in piazza"

Erano un cinquantina i manifestanti attivi,tuttavia, la manifestazione ha causatodisagio.

Il gruppo facebook "Como ai Comaschi", invece, a oggi, conta numerosi "adepti" e ha già ricevuto quasi 1000 "Mi piace". Il quotidiano Laprovincia di Como, il 26 agosto 2016, ha pubblicato un video che riprende alcuni momenti della manifestazione. Nell'immaginario comune, la manipolazione delle menti, anche attraverso affermazioni false e tendenziose, peressere efficacenecessiterebbe almeno della presenza di un leader dotato di una certa cultura, carismatico, munito dell'arte di una certa dialettica.

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Un uomo parla al megafono, in mezzo a bandiere tricolore che sventolano. Inizia disquisendo brevemente sul degrado dovuto alla presenza delle persone accampate poi, continua con queste precise parole: "Le istituzioni non sono in grado neanche di aiutare i nostri giovani e i nostri anziani figuriamoci quelli là! Quindi è ora di chiudere le frontiere, di rimpatriare la gente e di dedicarsi agli italiani e ai comaschi.

Oltre al degrado, ovviamente, il 90% delle persone che bivaccano nei giardini sono uomini tra i 20 e i 30 anni e quindi nel pieno delle loro energie fisiche. Ci hanno segnalato che diverse ragazze vengono disturbate, molestate. Ovviamente, ripeto, l'età giovane di queste persone che tutto hanno fuorché i fisici e le facce di gente che scappa dalla guerra ... ovviamente ripeto, vedendo le nostre ragazze, le nostre donne abbronzate, un po' scoperte viste le temperature elevate, ovviamente l'ormone gli sale.

Ovviamente le istituzioni forse aspettano che succeda qualche casino, che già si può capire cosa può succedere. Ovviamente oltre al fastidio di avere nella mia città un posto dove la mia fidanzata, mia moglie, mia madre non può andare, questo mi fa incazzare. Questo i comaschi devono scriverselo in testa: non ci devono essere zone chiuse a noi. É la nostra città! E io devo, a Como, poter passeggiare tranquillamente alle undici di sera alla Stazione San Giovanni ..."

La manipolazione delle menti su facebook

Sono in molti i cittadini volontari, i medici, gli psicologi che prestano servizio ai migranti, fuggiti da zone di guerra, che vivono nei giardini della Stazione San Giovanni di Como da mesi.

Le loro testimonianze anche sui social network sono chiare. La dr.ssa Doris Mascheroni, Vice Direttore Sanitario presso Gruppo San Donato-Istituto clinico Villa Aprica di Como, nonché Primario della medicina e dell'oncologia del suddetto istituto, scrive il 26 agosto 2016 sul suo profilo pubblico Facebook: "Capisco avere idee differenti ma certi commenti fanno rabbrividire. Da vergognarsi a essere così cattivi. Io faccio volontariato come medico per i migranti alla stazione e vedo in che stato fisico e psichico sono ridotti. Ricordiamoci che chi dona a uno che ha bisogno fa un prestito a Dio"

Laverità

I migranti vivono in gravissime condizioni di disagio, molti sono minorenni. Non sono nel pieno delle loro forze;è certo anche che non abbiano "l'ormone che sale" per il caldo. Sono numerosi gli appelli dei volontari che chiedono coperte, scarpe e pantaloni da uomo, taglie 31-32, testimonianza della loro magrezza.

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