Il 3 settembre 1982 veniva barbaramente ucciso in un attentato mafioso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Insieme al lui, persero la vita la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di polizia Domenico Russo. A 34 anni di distanza, Palermo sta commemorando la strage con numerose iniziative, a partire da quella più istituzionale: la deposizione di una corona di fiori in Via Carini, luogo dell’attentato, alla presenza del Presidente del Senato Piero Grasso. Non è solo a Palermo che si ricorda la figura di questo grande servitore dello stato, ma è il popolo italiano intero che in queste ore sta manifestando anche sul web la profondo gratitudine verso un uomo che ha saputo dare tanto all’Italia nell’arco della sua vita.

Basti ricordare i grandi risultati raggiunti sul versante della lotta al terrorismo. Nel 1974, con la nomina a Comandante della Regione Militare di Nord-Ovest, si trovò a combattere le Brigate Rosse, creando una innovativa struttura antiterrorismo che riprendeva i metodi utilizzati contro le organizzazioni mafiose sperimentati precedentemente in Sicilia, infiltrando uomini nelle cellule terroristiche per conoscerne metodi e schemi. Importantissimi furono  i risultati raggiunti contro le Brigate Rosse, dopo la cruenta irruzione di via Fracchia, con la cattura di Rocco Micaletto e di Patrizio Peci.

Le rivelazioni di quest’ultimo, infatti,  contribuirono in maniera determinante alla sconfitta definitiva delle BR poi, nel 1982 venne nominato Prefetto di Palermo e messo in congedo dall’Arma per contrastare la mafia con l’obiettivo di ottenere risultati analoghi a quelli ottenuti contro le Brigate Rosse, anche se con scarsi poteri effettivi che possono essere sintetizzati nell’amaro, quanto purtroppo celebre, sfogo del Prefetto Dalla Chiesa "Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì".

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Il 3 settembre di 34 anni fa la strage in via Carini. Oggi, il ricordo di un grande uomo che ha servito lo stato fino all’ultimo giorno della sua vita.