Si preannunciano pesanti conseguenze in seguito alla diffusione del video shock sull'episodio di bullismo a Muravera. In seguito all'apertura di un fascicolo d'indagine a carico della "bulla" e degli autori del filmato, la mobilitazione dell'opinione pubblica ha prodotto importanti effetti anche a livello istituzionale. 

Il Ministero dell'Istruzione invia task force

Un tweet del ministro Stefania Giannini ha annunciato la decisione presa dal Ministero dell'Istruzione in merito alla grave vicenda dell'hinterland cagliaritano: "Invieremo esperti per parlare con ragazzi e famiglie. Non possiamo restare indifferenti". La decisione segue il protocollo del "Piano Nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo e al cyberbullismo", promosso dalla stessa Giannini.

La task force, composta da psicologi, educatori di SOS Telefono Azzurro e docenti dell'Università di Firenze, collaborerà con la Polizia postale e il dirigente scolastico dell'Istituto di Muravera, al fine di attivare tutte le procedure di ascolto e supporto a studenti e famiglie. Disposta anche un'ispezione per la verifica di pregressi atti di violenza non segnalati. 

Il vertice in Comune e l'intervento della Regione

Il Comune di Muravera ha immediatamente attivato un tavolo di lavoro con un vertice tra Amministrazione comunale, forze dell'ordine e dirigente scolastico. Claudia Firino, assessore regionale alla Pubblica Istruzione, si è recata sul posto per esprimere vicinanza alla comunità di Muravera nella ferma condanna di tutta la Giunta della Regione Sardegna

Denuncia del Moige: video rimosso

Il Movimento Italiano Genitori (Moige) ha espresso ferma contrarietà alla permanenza del video sul web.

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In una nota ha sottolineato le perplessità sull'utilità della diffusione massiva del filmato: con oltre 3,5 milioni di visualizzazioni ha superato di gran lunga il confine di rispetto dovuto alla vittima dell'abuso. Ogni clic, secondo il Moige, aggrava ulteriormente il peso della vergogna per i soprusi subiti, con il perverso effetto di ledere nuovamente la vittima. Il Movimento ha per questo denunciato Facebook all'Autorità Garante della privacy, con l'accusa di violazione del diritto alla riservatezza aggravata dalla presenza di minori. L'effetto è stato la rimozione del contenuto. L'annuncio è stato affidato ad un generico portavoce, dell'ufficio stampa di Facebook: "Abbiamo rispettato l'ordine ricevuto dalle autorità italiane in merito al video. Il contenuto non è più disponibile".

Una consolazione, seppur magra, per la ragazzina vittima di bullismo. Viste le proporzioni dello sdegno, che ha inondato il web e le istituzioni, è facile presagire che sanzioni e provvedimenti non si faranno attendere.

Importante rilevanza penale

Dura condanna anche da Francesco Feliziani, direttore generale dell'Ufficio Scolastico della Sardegna, che ha annunciato l'avvio di un'attività ispettiva, in accordo con le forze dell'ordine. Date l'emergenza e la criticità del tema "bullismo", Feliziani chiarisce che sarà opportuno trattare il caso anche dal punto di vista della sua rilevanza penale. Potrebbero anche esserci risvolti disciplinari importanti per tutti i protagonisti: il cerchio intorno all'autrice e ai suoi "complici" è ormai chiuso.

A sigillare questa brutta pagina di Cronaca, con uno schiaffo di dignità, è la piccola vittima: accompagnata a scuola dai genitori, ha chiesto a tutti di denunciare con coraggio ogni violenza subita.