Un video shock gira da qualche ora sulla rete. A pubblicarlo, indignata, è un'utente Facebook che ha reso pubblico un filmato (girato da persone ancora ignote) per denunciare un grave fatto di bullismo avvenuto a Muravera, provincia di Cagliari. Sul suo profilo è ancora visibile il video che ha trovato doveroso condividere per contribuire alla lotta contro episodi del genere, ormai troppo frequenti. Condivisione utile a sfondare il muro di omertà che purtroppo copre tante altre situazioni come questa.

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Il video della vergogna

Un video di tre minuti sufficiente a indignare il web e riportare a galla il fenomeno del bullismo, che nelle sue peggiori declinazioni ha prodotto effetti devastanti, talvolta mortali, sulle vittime di questo reato in tutto il mondo.

Fotogramma dopo fotogramma monta la rabbia davanti a immagini forti, sia dal punto di vista dialettico che fisico: due giovanissime che si incontrano all'uscita di scuola, per uno di quei comuni "regolamenti di conti" tra ragazzini che oggi, per gravità e diffusione, ha i contorni del penale.

Il pubblico è quasi "da grandi occasioni": tanti ragazzini, presumibilmente minorenni, circondano l'arena dell'incontro. Gli spettatori ridono, scherzano, scherniscono la vittima che viene immediatamente aggredita dalla sua antagonista. Sembrerebbe trattarsi di una lite nata per qualche fotografia di troppo. La vittima inizia ad incassare schiaffi, alcuni in serie ravvicinata, mentre qualcuno incita ad alzare i toni dell'aggressione. La giovane viene travolta da una serie di colpi e insulti irripetibili.

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Parole che certo non dovrebbero appartenere al vocabolario di una ragazza, per giunta così giovane. Stupisce, pur nel suo carattere ormai consueto, la totale indifferenza dei presenti. Nessuno che intervenga in soccorso della ragazzina, colpevole di aver commesso chissà quale bravata. Nessuno che capisca il limite tra il bene e il male. Tutti a filmare con gli smartphone di ultima generazione, forse una generazione arrivata alla sua ultima frontiera del rispetto. 

Le minacce di morte

Ad aggravare la sua posizione già scomoda, ci pensa la stessa artefice dell'aggressione. Oltre agli schiaffi sonori sul volto della vittima indifesa, il video cristallizza minacce di morte vere e proprie: "non voglio carabinieri in mezzo, che sia! Perchè giuro che vengo a casa tua e ti ammazzo, ti ammazzo nel vero senso della parola e non sto scherzando!". La vittima indietreggia vistosamente, tenta di sottrarsi accennando persino una timida genuflessione come richiestole dalla "bulla", pur uscire da quella ormai insostenibile situazione: "mi devi chiedere scusa davanti a tutti, a voce alta, più alta". Poi un flebile suggerimento sussurrato dagli spettatori spinge la ragazza a intimare un  "mettiti in ginocchio". Solo il provvidenziale commento di uno dei giovanissimi presenti permette alla vittima di evitare quest'ultima umiliazione e di allontanarsi, pur tra gli insulti e i fischi di molti. 

A colpire, in uno dei passaggi del video, lo sguardo della "bulla" che vistosamente fissa l'obbiettivo di un telefonino, come a sincerarsi di essere ripresa nella sua "grande impresa" da capobranco. 

A questo punto appare chiaro che la giovane non potrà sottrarsi alle autorità che approfondiranno il caso.

La sua spavalderia, per ora, ha le ore contate. Caduto nel nulla l'appello di non far intervenire le forze dell'ordine, che adesso saranno già sulle sue tracce.