Never, never, never give up. Con queste parole i dipendenti Esselunga hanno dimostrato il proprio affetto in occasione del 90esimo compleanno di Bernardo Caprotti, fondatore dell'azienda milanese. Venerdì il Dottore se n'è andato, non varcherà più le porte vetrate di via Giambologna a Limito di Pioltello, non saluterà più i collaboratori, non darà più filo da torcere ai sindacati, non lo troveremo più in qualche cantiere o in qualche supermercato a "fare marketing". Il patron di Esselunga lascia da eroe, forse non meritato da un'Italia che non ama chi dà lavoro, chi investe rischiando i propri quattrini, e soprattutto chi valorizza il merito.

Il signor Bernardo era inflessibile con tutti, antifascista e anticomunista; un vero liberal.

L'azienda

Caprotti nasce in una famiglia di innovativi e moderni imprenditori tessili, in Brianza. Gli studi negli Stati Uniti aprono nuovi orizzonti, nuove prospettive e una moderna visione dello sviluppo aziendale. Nel 1957 apre il primo Supermarkets italiani, in Viale Regina Giovanna a Milano. Un successo garantito dal boom economico, dal modo diverso di far la spesa e innanzitutto dall'introduzione dei prezzi corti. L'azienda cresce, in pochi anni sono 10 i punti vendita a Milano e 5 a Firenze, proprio nella terra del lupo, dove la esse allungata dal designer Max Gruber incontra faccia a faccia la Coop. I commenti si sprecano, e anche le carte bollate. Nel 2007 Caprotti diventa campione d'incassi con il libro "Falce e carrello" nel quale descrive l'eterno conflitto.

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L'eredità e gli altri

Lunedì 3 ottobre i 150 punti vendita e oltre 22.000 collaboratori si fermeranno per lutto in omaggio al primo lavoratore dell'azienda. Oggi Esselunga è una macchina perfetta, fattura circa 8miliardi di euro all'anno, è l'azienda di distribuzione più proficua in assoluto. I suoi 16.500 euro di vendite per metro quadrato, l'art design e una piattaforma logistica all'avanguardia potrebbero valere 6/7 miliardi di euro più gli immobili. Intanto gli altri sono già in fila e in attesa del riassetto azionario, di nuovi sviluppi.