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Chissà cosa penserà la gente di questi piccoli borghi, la gente di amatrice, arquata del tronto, Accumoli. Fino a poco tempo fa ci si ricordava di loro e delle loro terre solo durante le vacanze estive, quando ci si recava in questi luoghi nascosti e luminosi per godere di un po' di pace lontani dal tran tran quotidiano, dal traffico e dal clamore delle città. Oggi questi comuni, che il 24 agosto hanno subito danni e hanno contato vittime a seguito del sisma che ha colpito il centro Italia, si trovano involontariamente sotto i riflettori. 

Oggi 4 ottobre si celebra San Francesco

Già da qualche tempo si vociferava di una visita pontificia nei luoghi colpiti dal terremoto.

Papa Francesco, sin dal primo giorno in cui è salito al soglio di San Pietro, ha dimostrato una forte vicinanza agli ultimi, agli umili, ai sofferenti, in perfetta comunità d'intenti con il Poverello di Assisi, di cui ha voluto prendere il nome. Era quindi scontato che non si sarebbe sottratto al dolore di chi ha perduto casa, parenti, amici e beni; ma ha voluto farlo senza troppo clamore mediatico, per quanto possibile. La foto più bella che lo ritrae ad Amatrice, dove è arrivato stamattina intorno alle nove a bordo di un'automobile, che ha preferito all'elicottero, lo ritrae in silenziosa preghiera davanti a quello che resta di Corso Umberto I. Un tempo questo era il cuore pulsante di Amatrice; oggi è noto come "la zona rossa", ed è inaccessibile persino a chi ci viveva. Fa male vederlo ridotto ad un cumulo di macerie; ci si chiede per quale strampalato motivo burocratico ancora niente sembri cambiato dopo quanto è accaduto ben oltre un mese fa.

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Sarei venuto prima, ma non volevo dare fastidio

In base alle prime indiscrezioni questa sarebbe stata la frase mormorata dal papa ai bambini della scuola, che ha incontrato, poi agli anziani ricoverati a Rieti, con cui ha pranzato, e infine agli abitanti di Arquata del Tronto, che gli hanno regalato una maglietta con su scritto "Il coraggio non trema". Ben distante dalla pompa magna delle istituzioni, il papa ha semplicemente voluto visitare dei suoi fratelli in difficoltà, ma la sua presenza è stata importante. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha detto che "una pacca sulla spalla" serve sempre, quando la forza d'animo deve fronteggiarsi con tante difficoltà. Ha espresso il desiderio di vedere di nuovo il pontefice a Pasqua, quando, a sua detta, la nuova Amatrice sarà già in piedi. Ce lo auguriamo tutti noi, insieme a lui.