La marcia della pace Perugia-Assisi di quest'anno è stata aperta alle 9 circa di domenica mattina da uno striscione su cui si leggeva: "Vincere l'indifferenza". Un appello a cui hanno aderito anche le migliaia di persone ed associazioni intervenute da tutta Italia; una marcia dedicata a Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso barbaramente in Egitto e sul cui caso si cerca ancora di fare chiarezza.

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Il significato della parola pace

"La pace non è soltanto il contrario della guerra", queste le parole di Flavio Lotti, coordinatore di Tavola della Pace, che aggiunge: "è la cura dell'altro". E nel corso di queste 55 edizioni di marcia della pace Perugia-Assisi sono state tante, centinaia se non migliaia le persone che hanno cambiato le loro abitudini di vita, ripensandosi e ripensando ai rapporti umani, ai veri valori per i quali vale la pena vivere, primo fra tutti proprio quello della pace, intesa come occasione unica ed irripetibile per prendersi cura dell'altro.

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Come ogni anno sono in migliaia - adulti e meno adulti - che arrivano da tutta Italia per percorrere, passo dopo passo, quel breve percorso che unisce due storiche città dell'Umbria - Perugia ed Assisi - ma che riporta indietro nei secoli ai tempi di San Francesco d'Assisi.

Uniti contro l'indifferenza umana

A sfilare sono anche tanti striscioni e immagini che ritraggono scene drammatiche di conflitti a fuoco, o anche testimoni oculari che fortunatamente sono riusciti a scampare a tanto orrore.

Tutti insieme uniti per un mondo migliore, al grido di: "No all'indifferenza".

Sono troppi, infatti, gli episodi di indifferenza che stanno alimentando un crescendo di tragedie: dai profughi morti nel Canale di Sicilia ai casi di femminicidio, ma anche alla guerra in Siria, che sembra non avere fine. Ci vuole maggiore consapevolezza del significato di pace, che non va inteso come qualcosa di astratto, bensì come un concetto che richiama inevitabilmente la cultura.

Ed è proprio dalla scuola che si inizia ad educare i bambini a questo concetto di speranza e di fratellanza; e a testimonianza di ciò sono intervenuti anche gli studenti dell'istituto scolastico di amatrice, per lanciare un importante messaggio, cioè che: "nonostante le grandi tragedie, la vita continua e si va avanti".

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