La terra continua a tremare e ancora una volta, a poco più di due mesi dall’inizio di quest’incubo, ad essere teatro di ansia e paura è il Centro Italia. Epicentro del #terremoto è stata la Valnerina, valle che nasce su Monti Sibillini nelle marche, con un prima scossa di magnitudo 5.4 alle 19:10 di ieri sera e con una scossa più intensa e prolungata di magnitudo 5.9 alle 21:18. Successivamente, intorno alle 23:42, è stata registrata una terza scossa di magnitudo 4.6. Le scosse, vista la loro intensità, sono state avvertite in tutte le regioni del Centro Italia ovvero Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Voglio ringraziare chi sta lavorando sotto l'acqua nelle aree del #terremoto. Tutta l'Italia abbraccia forte le popolazioni colpite ancora.
— Matteo Renzi (@matteorenzi) 26 ottobre 2016
Sono state circa 200 le repliche del terremoto
Le repliche superiori al magnitudo 4.0 sono state registrate in tutto il maceratese. Il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Sismologia (Ingv), ha dichiarato all’ANSA che “Soltanto quelle registrate a partire dalla 2:00 del mattino sono state 105 e complessivamente sono state più di 30 le scosse di magnitudo pari o superiore a 3,0”. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha affermato che questi eventi sismici sono legati al terremoto del 24 agosto scorso con epicentro nel Reatino che ha devastato l’area dell’Ascolano.
È stato confermato, inoltre, il movimento di tipo estensionale tipico degli Appennini che vede un’estensione da Est verso Ovest. In particolare l’Appennino è soggetto a una tensione che tende ad allargare la penisola italiana. Quando però viene superata una certa resistenza, le faglie si muovono e una pezzo di questa catena si allontana dall’altra: in queste circostanze si verificano i terremoti come quello di ieri.
Si contano i danni
Se il sisma del 24 agosto aveva messo in ginocchio l’area ascolana, il sisma di ieri ha messo in ginocchio il maceratese. Le situazioni più gravi sono state rilevate a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Camerino e Caldarola dove sono saltate le linee elettriche.
Proprio in questi luoghi appartenenti all’epicentro del sisma sono stati rilevati importanti crolli: il centro storico di Visso è stato dichiarato inagibile e molti cornicioni sono crollati, a Caldarola è crollato il portale di una chiesa e ad Amandola è crollato il timpano della chiesa del Convento delle monache benedettine. A SkyTg24, il sindaco di Ussita Giuliano Rinaldi ha apertamente dichiarato: “Il nostro paese è finito”. Il sindaco ha inoltre aggiunto che “sono crollate parecchie casa” e che “si è spaccato il terreno. La frazione di Casali non la possiamo raggiungere”. A Camerino il campanile della chiesa di Santa Maria in Via è crollato su una palazzina che durante il sisma pare fosse vuota.
Solo una vittima
Al momento pare che le forti scosse abbiano causato solo dei feriti. Ad Ussita è stato possibile portare in salvo due anziane che erano rimaste intrappolate nella loro abitazione. A Fabriano, invece, ci sono stati solo 8 feriti a causa del crollo dei tramezzi di un palazzo. A Tolentino, in provincia di Macerata, un operaio è rimasto ferito a causa del crollo di un controsoffitto. L’unica vittima “Indiretta”, a Tolentino, del sisma è stato un uomo di 73 anni che è stato colpito da un infarto probabilmente causato dallo choc del terremoto.
Serata di paura a Roma
Anche nella Capitale sono state avvertite le scosse delle 19:11 e delle 21:19 a seguito delle quali molti cittadini si sono riversati sulle strade per paura dei crolli.
La Farnesina è stata evacuata e il personale si è riversato nel piazzale antistante. La scossa è stata distintamente avvertita anche a Perugia, Assisi, Rieti e Arezzo. Rimane elevata la paura e l’allerta per le nuove scosse mentre l'Italia intera, da Nord a Sud, risente di questa tragedia e si stringe attorno ai comuni devastati da questo tormento che sembra non finire mai.